Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 207

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Riferimenti storici

Per quanto riguarda l'origine della denominazione "Mare Humorum", questa venne assegnata dal Riccioli nel 1651. Inoltre Langrenus ed Hevelius diedero il nome rispettivamente di "Mare Venetum" e "Sinus Sirbonis". Lo stesso Riccioli dedicò la denominazione del cratere Gassendi a Pierre Gassend (1592-1655), astronomo francese in contrasto con la teoria dell'immobilità della Terra, che per primo determinò la velocità del suono nell'aria.

(fase di 8,4 giorni; Colongitudine 9,8°) si troverà a +27,5° nel cielo sudoccidentale nella costellazione della Bilancia, decrescendo la propria altezza fino al suo tramonto, previsto per le primissime ore della notte successiva. Nel caso specifico andremo a osservare la Rupes Recta, nota anche come Straight Wall o Muro Dritto, una eccezionale struttura costituita da una faglia quasi rettilinea lunga 114 km con un dislivello di circa 300 metri, situata nell'angolo sudest del mare Nubium. La sua origine viene fatta risalire al Periodo Geologico Imbriano, collocato da 3,8 a 3,2 miliardi di anni fa. La sera del 31 luglio il terminatore lunare si troverà proprio in prossimità di questa interessantissima zona ricca di dettagli, fra cui il solco di Birt, tanti piccoli craterini e alcune grandi strutture crateriformi.

Rupes Recta.

Mare Orientale.

Ad agosto osserviamo

Per quanto riguarda agosto, la prima proposta è per la serata del 4 col nostro satellite in meridiano alle ore 23:09, a +25° e a nostra disposizione fino alle prime ore della notte successiva. Infatti dalle ore 21:30 con la Luna in fase di 12,4 giorni ad un'altezza iniziale di +21° e colongitudine di 58,4°, andremo a inquadrare il settore sud-sudovest del nostro satellite dove, a breve distanza dal terminatore e grosso modo alla latitudine di Clavius, concentreremo la nostra attenzione sulla zona del cratere Schiller, grande struttura con diametro di 184 x 71 km con pareti alte fino a 3900 metri, la cui formazione viene ricondotta al Periodo Geologico Nectariano, collocato a 3,9 miliardi di anni fa.

Da questo cratere – che deve la sua forma allungata alla presumibile fusione di due o più strutture minori oppure al collassamento degli strati superiori di un enorme ed antichissimo deposito di materiale lavico – deriva la denominazione del bacino "Schiller-Zucchius", probabilmente poco conosciuto dalla maggior parte degli appassionati di osservazioni lunari