Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 203

Una bella immagine che propone il campo stellare in cui sono presenti gli oggetti descritti sin qui, nell’area sud-orientale. Si nota la presenza di M 56, M 57 e NGC 6765 e le stelle di riferimento che si possono utilizzare per rintracciare questi oggetti.

di oggetti, come per il precedente, non sono stati compiuti però studi astrometrici per determinare il comune legame gravitazionale delle stelle costituenti.

Ancora più a occidente, ecco NGC 6710, altra piccola ma bella galassia a spirale di tredicesima grandezza. Estesa per solo 1,7' x 1,0', nelle riprese appare assai simile alla grande galassia di Andromeda, con alcune stelline di sedicesima grandezza stagliate sulle braccia a spirale.

All’incirca sulla stessa declinazione ed ancora più ad occidente è presente un’altra bella galassia, NGC 6671. Lontana 148 milioni di anni luce, appare estesa per 1,5'x1,3', con un nucleo luminoso e piuttosto grande, la metà delle dimensioni apparenti.

Salendo di poco a nordovest ecco infine l’ultima planetaria ospitata nella Lira, Abell 46. Larga 1’, la sua luminosità superficiale è di magnitudine +13,5; l’utilizzo di un filtro OIII evidenzia come la sua forma assomigli a quella di un rombo. Nel mondo anglosassone, anzi, essa è chiamata Nebulosa Quadrifoglio anche se una presunta struttura a petali non si rende visibile neanche nelle migliori fotografie. La nebulosa è di luminosità superficiale relativamente bassa rispetto alla stella centrale, di magnitudine +15, che si rende visibile anche con l’utilizzo di filtri interferenziali. Quest’ultima è nota come V477 Lyr, la cui lettera iniziale identifica variabilità: si tratta infatti di un sistema binario ad eclissi con un periodo orbitale di 11 ore e 19 minuti e un minimo primario lungo 48 minuti, composto da una nana bianca, residuo della stella che ha dato vita alla planetaria, cui si affianca una secondaria anch’essa evoluta.

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