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galattica, che ne decrementa la luminosità di qualche magnitudine, ma soprattutto nella distanza dal Sistema Solare, che è di poco inferiore a 33.000 anni luce. Tale valore, relazionato alle sue dimensioni apparenti, fornisce una stima sulla reale estensione nello spazio di questo oggetto, pari a 84 anni luce. Nonostante la sua notevole distanza, le stelle più brillanti di M 56 sono di tredicesima grandezza, quindi ben visibili in strumenti da almeno

200 mm.

In M 56 fanno presenza alcune cosiddette blue stragglers, particolari stelle dalla tipica colorazione azzurra – caldissime quindi – che si ritengono essersi formate da una reale fusione di due stelle più vecchie. La stragrande maggioranza di queste, infatti, sono di tonalità giallo-arancione o rosso-arancione, parametro che è relazionato, oltre che alla bassa temperatura, anche alla loro estrema longevità. Ciò indica che le stelle di M 56 sono vecchie, di ben 13,7 miliardi di anni: un valore non dissimile dall’età dell'universo!

Studi effettuati sul movimento attorno al centro galattico, hanno rilevato che esso non solo si muove alla velocità piuttosto alta di 145 km/s, lungo la nostra direzione, ma anche in direzione contraria alla rotazione della Galassia. Oggetti che seguono orbite retrograde, come Tritone, satellite di Nettuno, sono un chiaro indizio dell’origine esterna al sistema in cui si muovono: molto probabilmente, l’ammasso si è quindi formato attorno a un’altra galassia, forse catturata e distrutta dalla Via Lattea diversi miliardi di anni fa.

Nel suo moto attorno alla Galassia, M56 entra in collisione con il mezzo interstellare contenuto nel piano galattico. Tale gas è estremamente rarefatto eppure la temperatura prodotta è pari a 940.000 K, utile a giustificare l’emissione X rilevata proprio in questo interessantissimo ammasso globulare.

Spostandoci di meno di 2° a ovest, troviamo NGC 6740, una piccola galassia a spirale, estesa meno di 1’, che splende di quattordicesima grandezza. Possiede la curiosa caratteristica di avere una stella di dodicesima grandezza stagliata esattamente sul suo nucleo. La presenza di numerose deboli stelle sulle braccia a spirale fornisce la sensazione di come potrebbero apparire eventuali supernovae esplose in quel remoto universo isola lontano quasi 210 milioni di anni-luce.

Poco più a nord, già un buon binocolo del tipo 20x80 permette di distinguere chiaramente sul fitto fondo di stelle la presenza di un piccolo gruppo largo poco meno di 10’ e centrato su HD 176970, una stella bianco-azzurra di ottava grandezza: si tratta di NGC 6743, formato da una trentina di stelle di dodicesima e tredicesima grandezza sulla cui reale natura di ammasso aperto però, vista la mancanza di studi astrometrici per determinarne il moto comune così come l’appartenenza, permangono numerosi dubbi. Il gruppo venne scoperto da J. Herschel nel 1828 utilizzando un telescopio riflettore da 18,6”.

Un altro gruppo dalle caratteristiche assai simili è

reperibile nella parte più meridionale della costellazione, proprio sul confine con quella di Ercole e subito a occidente delle due stelle di quinta grandezza HD176871 e HD176527. Si tratta di Teutsch 147, gruppo esteso per 2,7’ principalmente lungo la direzione nord-sud composto da una ventina di deboli stelle di luminosità compresa tra la dodicesima e la quindicesima grandezza. Si tratta di un cosiddetto “ammasso candidato”, individuato da P. Teutsch sull’analisi di lastre DSS e 2MASS, su questo tipo