Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 158

Dopo l’esperienza positiva dello scorso anno, ho voluto cimentarmi nuovamente nella creazione di un analemma solare, aggiungendo qualche elemento in più per creare un lavoro differente sullo stesso soggetto.

Sono sicuro che i lettori della rivista lo sappiano già, in ogni caso, un analemma solare mostra come cambia la posizione del Sole nel cielo, a una precisa ora, con il passare delle stagioni, e si ottiene creando una composizione di più scatti raccolti durante un periodo lungo un intero anno. Una volta terminato si otterrà una curiosa figura a forma di 8 oblungo, o di infinito, figura che il Sole traccia a causa dell’inclinazione dell’asse terrestre e dell’ellitticità dell’orbita della Terra intorno alla nostra stella. Fotografando il Sole, giorno dopo giorno, sempre alla stessa ora, ci si accorgerà che la nostra stella non rimane “ferma” (dal nostro punto di vista si intende), ma si muove pian piano, andando appunto a descrivere questo percorso ad 8 nel cielo.

Come anticipato, questo è solamente il mio secondo anno nella realizzazione di questo tipo di lavoro. Fino all’inizio del 2015 non sapevo nemmeno cosa fosse un analemma, ne conoscevo solamente il nome e poco più. Ma vedendo i risultati di altri fotografi di tutto il mondo, che sempre più si cimentano in questa impegnativa opera, mi ero incuriosito e, dopo essermi documentato velocemente, ho subito iniziato gli scatti necessari.

Occorrono due requisiti fondamentali per la creazione di un analemma solare: il primo è, ovviamente, un cielo sereno, o almeno un cielo che abbia il Sole visibile anche attraverso leggeri strati nuvolosi, all’ora prescelta; il secondo è avere la possibilità di realizzare tutti gli scatti sempre da una posizione ben precisa e sempre allo stesso orario per tutto l’anno.

Nel mio primo lavoro avevo scelto le ore 12, per ottenere così un’analemma completamente “verticale”, che risulta essere anche il più semplice da realizzare. Quest’anno, invece ho optato per un’ora nella tarda mattinata, ottenendo quindi una figura inclinata verso sinistra. Scegliendo invece un orario dopo il mezzodì, la figura sarebbe stata inclinata nel verso opposto, verso destra, e sempre più inclinate più ci si allontana dal mezzogiorno. Questo è un fattore che può essere sfruttato a dovere nella composizione finale della fotografia, importante quasi quanto tutto il lavoro di raccolta delle singole immagini solari. In particolare, ad esempio, bisognerà tenerne conto se si vogliono realizzare inquadrature specifiche con elementi architettonici di una città, oppure con un determinato paesaggio naturale.

Cosa serve per realizzare un analemma?

Immaginiamo per un momento di trovarci in condizioni differenti: se la Terra percorresse un’orbita circolare e il suo asse fosse perfettamente verticale l’analemma non esisterebbe affatto, dato che all’ora scelta per la ripresa, il Sole si troverebbe sempre nello stesso punto per tutti i giorni dell’anno. Considerando invece l’orbita ellittica come la conosciamo, ma immaginando l’asse della Terra perpendicolare ad essa, la forma dell'analemma sarebbe quella di un segmento che va da est a ovest; mentre immaginando l’orbita circolare e l’asse terrestre inclinato come è nella realtà, il Sole disegnerebbe una figura ad 8 con i due lobi di uguali dimensioni. Ecco che sommando i due effetti si forma la figura che tutti possiamo osservare e i due lobi si differenziano e allungano per l'ellitticità dell'orbita terrestre.

Ma perché l’analemma è a forma di 8?

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