Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 143

drammatica… innescando reazioni termonucleari alla base dell’inviluppo accresciuto sulla nana bianca, fino all’esplosione dello strato accumulato, con un aumento della luminosità anche di 10 mila volte e più. Di conseguenza, parte del materiale viene espulso nel mezzo interstellare, arricchendolo anche di nuovi elementi sintetizzati nel bruciamento. Queste sono invece le ben note “novae”, osservabili anche in molte galassie vicine e, per la loro luminosità, anche al di fuori del Gruppo Locale (possiamo vederle a distanze fino a circa 30 milioni di anni luce con telescopi professionali di medie dimensioni).

Infine, se le reazioni termonucleari coinvolgono non solo lo strato accumulato, ma tutta la nana bianca, questa termina la vita dell’intero sistema esplodendo in una supernova di tipo Ia. Un evento di questo tipo può avvenire ad esempio se la nana bianca è di tipo massiccio e accresce sufficiente materiale senza espellerlo del tutto nelle esplosioni di nova, o se la seconda stella diventa nana bianca e spiraleggia verso la compagna finendo per fondersi insieme.

In sostanza, sistemi binari di questo tipo sono sistemi stellari interessantissimi!

Osservatrici e osservatori amatoriali hanno sempre dato un grande contributo allo studio delle binarie variabili ed esplosive, e seguono assiduamente le novae nane e le novae termonucleari. Un lavoro viene di solito coordinato da associazioni di astrofili e fornito poi ad astronome e astronomi professionisti. Ad esempio, le curve di luce condivise sull’apposito sito web dalla Associazione Americana di Osservatori di Stelle Variabili (AAVSO) sono utilizzate in molti articoli scientifici.

Nonostante questo, la V1449 Her scoperta in eruzione da Paolo Campaner, è veramente poco osservata e studiata. In quiescenza, questa binaria è piuttosto debole, di magnitudine visuale intorno alla +19,5, e quindi non viene inclusa in molti programmi amatoriali e questo rende ancora più prezioso il lavoro di Paolo.

Abbiamo un grande bisogno di dati e di statistiche di variabili cataclismiche per affinare i modelli fisici di stelle binarie, delle novae e delle supernovae termonucleari. Quest’ultime sono poi, come si sa, alla base della scala di distanze e della cosmologia... in conclusione la scoperta di Paolo va ad arricchire un grande libro che stiamo scrivendo insieme.

Si tratta di un libro che ci porta dalle stelle “più strane” direttamente alle origini dell’Universo!

Sopra. Due immagini del campo stellare ripreso da Paolo Campaner a distanza di qualche giorno: si nota evidentemente il calo di luminosità della stella V1449 Her.

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