Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 141

Le Stelle Variabili Cataclismiche

di Marina Orio - Istituto Nazionale di Astrofisica, Osservatorio di Padova e Dipartimento di Astronomia, Università del Wisconsin.

Marina Orio

Marina Orio si è laureata in astronomia all'Università di Padova nel 1983 ed ha conseguito il dottorato in astrofisica presso il Technion, Istituto Tecnologico di Israele, nel 1987. Ha lavorato presso l'Istituto Max Planck per l'Astrofisica a Garching vicino a Monaco in Germania, l'Osservatorio Astronomico di Torino, i dipartimenti di Fisica e di Astronomia dell'Università del Wisconsin (Madison, USA) ed attualmente è ricercatrice astronoma presso l'Istituto Nazionale di Astrofisica a Padova e "visiting scientist" al Dipartimento di Astronomia di Madison dove trascorre parte dell'anno accademico.

Nella sua carriera è stata autrice di 85 pubblicazioni sulle maggiori riviste professionali, ha guidato studenti di laurea e dottorato ed è

stata responsabile

di 30 progetti

osservativi

da telescopi su satelliti. Si occupa di principalmente di stelle binarie interagenti, novae, e spettroscopia ad alta risoluzione nella banda X.

Le stelle variabili cataclismiche, come quelle di tipo U Geminorum, lo stesso tipo di quella scoperta da Paolo Campaner, sono stelle binarie interagenti con una nana bianca come compagna e possono arrivare a diversi tipi di esplosioni di tutte le ampiezze.

Sappiamo che più della metà delle stelle sono binarie, e che la stragrande maggioranza delle stelle, terminati i bruciamenti nucleari al proprio interno, si trasforma in una nana bianca – un nucleo densissimo di plasma in cui il calore si trasmette per conduzione elettronica, per poi raffreddarsi e arrivare alla cosiddetta cristallizzazione.

Sembra che una frazione delle nane bianche, forse intorno al 5%, faccia parte di un sistema binario in cui, durante la sua evoluzione, le due componenti si avvicinano al punto tale che la nana bianca risente dell’attrazione gravitazionale dell’altra stella fino a “risucchiarne” la materia. Quando questo avviene, la nana bianca può, così si dice, “accrescere” materiale.

Questo materiale, solitamente ricco di idrogeno, nella maggior parte dei casi spiraleggia in un disco di accrescimento, fino a ricadere sulla superficie della nana bianca. Se questa ha un forte campo magnetico forte, più’ di un milione di Gauss, la materia aspirata, arrivata a una certa distanza dalla superficie della nana bianca, può essere risucchiata direttamente verso poli magnetici. In presenza di campi magnetici molto forti, perciò, il disco può non formarsi nemmeno, e si crea solamente una corrente di materiale diretta verso i poli.

Il materiale che scorre verso la nana bianca è sempre caldo e luminoso, così che tutte queste binarie, con disco o senza, sono spesso facilmente osservabili.

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