Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 140

L’ultima segnalazione di outburst, forse la più importante, risale al 17 luglio 2008 ottenuta sempre dal team del Lick Observatory. Questa volta la variabile venne seguita sia nella fase di salita che in quella di discesa e, utilizzando lo Shane Telescope da 3 metri, venne ripreso lo spettro nella notte del 26 luglio, confermando che si trattava appunto di una variabile cataclismica nella nostra galassia.

Dal momento che sono trascorsi circa 9 anni da quest’ultimo outburst, e poiché la cadenza dei precedenti era intorno ai 3/6 anni, ci viene da ipotizzare che si sia verificato un outburst intermedio, che per vari motivi è passato inosservato, oppure che si tratti di una ulteriore conferma dell’irregolarità di questa variabile, rimasta in quiescenza per gli ultimi 9 anni.

Durante l’outburst ripreso da Paolo Campaner, la variabile ha mostrato inoltre un comportamento anomalo, non evidenziato nei precedenti. Massimo Caimmi dell’Osservatorio di Valdicerro (AN) ha seguito costantemente l’evoluzione della variabile e, durante la fase di discesa, ha evidenziato un flickering, ossia un nuovo flash, cioè un’impennata di luminosità di oltre mezza magnitudine come dimostra la curva di luce.

A Paolo Campaner vanno i nostri complimenti per questo importante successo, che dimostra anche che nel fare ricerca di supernovae ci si può imbattere in interessanti scoperte collaterali e, ancora una volta, mostra come l’operato di un astrofilo seriamente motivato possa portare a risultati importanti e di valore scientifico.

A destra. Il setup strumentale utilizzato da Paolo Campaner per la ricerca di supernovae. Grazie a questo strumento, la notte del 22 aprile scorso, ha potuto catturare la luce proveniente dall'outburst di quella che si è poi rivelata essere una stella variabile cataclismica V1449 Her.

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