Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 14

Coelum Astronomia

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di Elisa Nichelli - Media INAF

A destra. Un'immagine della galassia opsite nel visibile, dalla survey Sloan Digital Sky, con indicata la posizione di SN 2014C. Credits: X-ray images: NASA/CXC/CIERA/R.Margutti et al; Optical image: SDSS.

Inizia l’estate su Saturno e la sonda Cassini della NASA è nella posizione migliore per osservarla: lo scorso 26 maggio è caduto infatti il primo giorno d’estate nell’emisfero nord del pianeta, una ricorrenza che si ripete circa ogni 15 anni terrestri.

Nel corso degli anni la Cassini ha collezionato scoperte sensazionali e immagini mozzafiato: gli scatti raccolti negli anni hanno permesso di mostrare dei cambiamenti stagionali degli strati superiori dell’atmosfera di Saturno. Nell’immagine qui sopra è possibile ammirare il polo nord del pianeta in colori naturali: le immagini affiancate permettono il confronto della situazione del giugno 2013 con quella dell’aprile 2017. In entrambi gli scatti l’esagono centrale domina la scena, ma le due immagini mettono in luce colori diversi, a indicare proprio i cambiamenti stagionali subiti in quella regione.

Nel 2013 l’interno dell’esagono appare chiaramente azzurro, mentre all’inizio del 2017 è ricoperto da una foschia gialla (dovuta a una più intensa radiazione ultravioletta proveniente dal Sole) e solo la regione centrale del vortice mantiene un intenso colore blu.

Sono varie le ipotesi prese in considerazione dagli scienziati per spiegare come mai la zona centrale dell’esagono rimanga blu. Una di queste è che la regione del vortice sia l’ultima ad essere esposta alla luce solare e che quindi le particelle al suo interno non abbiano ancora subito i cambiamenti stagionali. Una seconda ipotesi prende in considerazione l’idea che il vortice polare abbia una circolazione interna simile a quella degli uragani terrestri e che quindi la direzione del flusso sia dagli strati più alti a quelli più bassi dell’atmosfera.

Scorci d’estate su Saturno

Sopra. Questa coppia di immagini è stata realizzata rispettivamente il 25 giugno 2013 (a sinistra) e il 25 aprile 2017 (a destra) utilizzando la camera grandangolare a bordo di Cassini. I filtri spettrali utilizzati sono il rosso, il verde e il blu, combinati per creare un’immagine a colori naturali. Nel 2013 la sonda si trovava a circa 700 mila km da Saturno, e la risoluzione dell’immagine è di 80 km per pixel, mentre per l’immagine del 2017 la distanza minima raggiunta è di 230 mila km dall’atmosfera, che comporta una risoluzione di 14 km per pixel. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/Space Science Institute/Hampton University.