Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 137

Fortunatamente, con un grande gruppo alle spalle, quale si è dimostrato l’ISSP (Italian Supernovae Search Project), a poche ore dalla mia informativa ho potuto chiarire la provenienza del misterioso transiente, che come ormai sappiamo è una stella variabile cataclismica di tipo U Geminorum. Ho così appurato di aver colto un raro outburst e quindi un'altra bella scoperta di cui poter gioire!

Tuttavia il mio pensiero, in quel momento, è corso altrove, al carissimo amico e pioniere astrofilo, Marino Perissinotto, nel tentativo di approfondire la questione. Per chi non lo sapesse, Perissinotto è il braccio destro del compianto prof. Romano Giuliano fin dagli anni '50, che in fatto di stelle variabili non è secondo a nessuno!

Ed è proprio con Perissinotto che sono riuscito a parlare personalmente, subito il giorno dopo, e lui mi ha raccontato, con gli occhi brillanti per l'emozione, dei suoi lunghi studi su queste stelle variabili cataclismiche e mi ha riferito di una loro caratteristica, quella del verificarsi di possibili "flickering"... Subito ho pensato: «qui c'è da lavorare!»

Questi eventi secondari, mi ha spiegato, potrebbero verificarsi, nel caso in cui il sistema sia formato da due stelle, durante la fase di discesa della curva di luce, dopo l’outburst, e mi ha consigliato quindi un assiduo controllo di follow-up, nell'immediato.

Mi sono così attivato con gli amici dell’ISSP per una collaborazione, ma purtroppo le avverse condizioni meteo hanno negato possibili, ulteriori riprese in Italia dell'oggetto. È proprio quì che l'amico Massimo Caimmi ha sfoderato la possibilità di compiere delle riprese con i telescopi in remoto. Questa strada ha reso così possibile una conferma di quanto l'amico Perissinotto aveva prospettato: in una ripresa fatta dalla Sierra Nevada si è presentato, con mia grande meraviglia, il previsto flickering.

Ripensando a questa esperienza, devo dire che non si è trattato solo di un caso o di fortuna, ma della somma di intuizione, tenacia e pazienza. Perché noi eravamo lì, impegnati ad acquisire una decina di immagini utili a formare una, credo, rara e fantastica curva di luce!

Mi sento di voler ringraziare tutti gli amici dell’ISSP, ma un grande grazie va anche al carissimo Marino Perissinotto che mi ha fornito la vera motivazione e lo spunto utile per le successive sorprendenti indagini. Il resto è stato ben descritto dagli amici Massimo Caimmi e Fabio Briganti.

In conclusione, la mia convinzione è che l'universo riservi sempre sorprese o scherzetti ma, come

dicevo prima, bisogna essere lì per osservarlo e

non solo, perché di pari importanza è il "guardare", avere il desiderio di cercare e di conoscerlo e non semplicemente di fotografare!

A sinistra. Il campo ripreso da Paolo Campaner con al centro, evidenziato dalle linee di riferimento, la posizione della Variabile Cataclismica V1449 Her.

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