Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 133

Non mi dilungherò molto oltre a descrivere le difficoltà riscontrate durante la fase realizzativa… Desidero però ricordare solamente che, per un telescopio di questa classe, serve un cric da automobile per sollevarlo di lato per inserire le quattro ruote per poterlo muovere; che servono due rampe lunghe 2,5 metri per spingere lo strumento su e giù da un furgone per trasportarlo; che serve un arganetto per barca a vela con cavo d’acciaio per issare il telescopio sulle rampe inclinate sul furgone; che la scala per osservazioni è comunque alta 2 metri e mezzo; che il diametro degli specchi piani deviatori è di 350 mm per il secondario a forma circolare e 160 mm per il terziario ellittico e, in ultimo, che il telo nero utilizzato per avvolgere lo strumento durante le osservazioni, per evitare riflessi indesiderati, ha una superficie di 13 metri quadrati (per la cronaca, anche se può sembrare il contrario, è risultato di difficile realizzazione e quindi preparato da una sarta molto esperta).

Nella costruzione, anche la ricerca di alcuni materiali è risultata interessante. Per recuperare il materiale Glassboard su cui il Teflon scorre “come burro”, ero riuscito finalmente ad avere l’indirizzo del produttore negli Stati Uniti. Lo chiamo e questo, disinvoltamente, mi chiede «quante migliaia di metri quadri» desideravo acquistare… comunque è gentile e mi dà l’indirizzo dell’importatore europeo che si trova in Gran Bretagna. Lo chiamo, e questo mi dice che devo rivolgermi all’importatore italiano in provincia di Milano. Lo chiamo, e questo mi chiede se «voglio diventare distributore» di questo materiale… anche lui è gentile e mi dà l’indirizzo di un utilizzatore di questo materiale che si trova, fortunatamente (!), a una ventina di chilometri da dove abito, dal quale riesco finalmente ad avere quel poco più di un metro quadrato per il movimento in azimut di cui avevo bisogno!

Ormai era arrivata l’estate del 2011: erano già trascorsi tre anni dall’inizio del progetto e finalmente era terminata la realizzazione grezza della struttura meccanica.

Non restava che lavorare lo specchio primario… cosa che si è rivelata forse l’impresa più ardua di tutto il progetto…

Non perdetevi la terza parte dell’articolo, sul numero di settembre di Coelum Astronomia: la lavorazione ottica dello specchio da 1 metro di diametro.

A sinistra. Struttura meccanica del telescopio da un metro, ancora grezza ma completa e funzionante.

www.coelum.com

133