Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 120

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Coelum Astronomia

A prima vista può sembrare strano, ma non è noto con precisione il punto di origine del “Segnale Wow!”. Ci si potrebbe chiedere: «Ma i radioastronomi non sapevano dove era puntato il loro radiotelescopio?». La domanda è legittima ma la risposta è complessa e deve necessariamente tener conto delle caratteristiche del radiotelescopio utilizzato, ossia il Big Ear. In effetti lo strumento appare assai differente nell’aspetto dai radiotelescopi che solitamente si vedono. Si tratta infatti di uno strumento particolare detto radiotelescopio di Kraus, dal nome del suo inventore (John D. Kraus) che lo progettò alla fine degli anni ‘50. Questi strumenti, di grandi dimensioni, erano praticamente fissi e sfruttavano la rotazione della terra per osservare le diverse zone di cielo. Nel Big Ear, l’unico elemento mobile era il riflettore (sulla destra nella foto in basso), costituito da una superficie piana con dimensioni di 103x30 metri, che poteva ruotare attorno a un asse centrale orizzontale e che consentiva di spostare il fascio di vista del radiotelescopio in altezza sull’orizzonte.

Il riflettore deviava la radiazione incidente su di una porzione di superficie parabolica fissa, con dimensioni di 109x21 metri (a sinistra nella foto in basso), che la concentrava verso il suo punto focale. Il fascio dopo una riflessione sul terreno, ricoperto da un rivestimento di alluminio (152x109 metri), giungeva all’infrastruttura bianca accanto al riflettore, ove erano sistemate due antenne coniche di raccolta e i ricevitori.

È evidente che un simile apparato, la cui frequenza di lavoro è di 1420 MHz, pari a una lunghezza d’onda di 21 centimetri – riga di emissione dell’idrogeno neutro – ha un fascio (zona di cielo osservata) estremamente complicato a descriversi. Occorre inoltre aggiungere che tutte le antenne possiedono lobi laterali, che sono in grado di ricevere segnali, anche se attenuandoli molto.

In definitiva in un radiotelescopio simile la direzione da cui arriva il segnale si può definire con un concetto di probabilità e con un minimo di incertezza tanto in ascensione retta (AR) quanto in declinazione (Dec). Gli accurati calcoli svolti dal gruppo di persone che lavorò sul Wow! Signal diedero questo risultato per la posizione della sorgente (Epoca J2000):

AR (antenna conica di destra): 19h 25m 31s ± 10s

AR (antenna conica di sinistra): 19h 28m 22s ± 10s

Dec –26°57' ± 20'

Questo è il miglior risultato per lo strumento in oggetto e, come appare evidente, è affetto da una incertezza non certo trascurabile di numerosi primi d’arco. Proprio questa incertezza fa si che la posizione dell’origine del segnale sia da considerarsi entro un’area di probabilità e non è dunque localizzabile in un punto ben preciso e determinato.

Il Big Ear e il problema dell’origine del segnale