Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 117

Il “Segnale Wow!”

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Nella pagina precedente. Il radiotelescopio della Ohio State University, affettuosamente chiamato Big Ear, il Grande Orecchio. Il 15 agosto di quest’anno ricorreranno 40 anni dalla ricezione del "segnale Wow!". La ricorrenza del ventesimo anniversario purtroppo non è stata felice: il proprietario del terreno sul quale sorgeva il radiotelescopio ne ha richiesto la demolizione per lasciar spazio a un campo da golf (vedi box di approfondimento a pagina 124). Piuttosto che farlo demolire da estranei, Jerry Ehman, che nel 1977 per primo analizzò il famoso segnale, ha preferito incaricarsi personalmente della triste incombenza.

Dal 1959 le osservazioni radio sono proseguite in vari paesi e con diversi radiotelescopi, sia su oggetti selezionati che su campi stellari molto ricchi o in direzione di ammassi globulari e galassie esterne, senza tuttavia pervenire ad alcun risultato di rilievo.

Non si può però dimenticare il famoso Wow! Signal ricevuto con il radiotelescopio della Ohio State University nel 1977.

La sera del 15 agosto 1977, quarant’anni fa, alle ore 23:16 (ora legale della costa orientale

degli Stati Uniti, 05:16 del 16 agosto ora italiana), un segnale radio a banda molto stretta e di particolare potenza raggiunse il nostro pianeta e venne registrato dal radiotelescopio Big Ear (il grande orecchio) mentre era in corso una survey radio nell’ambito del programma SETI dell’Università. Lo strumento operava in modo automatico e non c’era la presenza di alcun operatore.

Alcuni giorni dopo Jerry R. Ehman, che all’epoca era un ricercatore volontario di 37 anni presso l’Osservatorio Big Ear, cominciò a stampare i dati che erano stati elaborati con un vecchio computer IBM 1130, in modo da analizzarli manualmente. Mentre scorreva uno dei tabulati, contenenti i valori di intensità radio rilevati dai 50 canali di cui era composto l’analizzatore di spettro, la noia dell’operazione venne improvvisamente rotta da un brivido che corse rapidamente lungo la sua schiena.

Sul canale numero 2, anziché la colonna dei soliti numeri “1 o 2” lesse stupefatto un valore ben differente, la sequenza, ormai famosa, 6EQUJ5. Si trattava esattamente del tipo di sequenza che si sarebbe aspettato di trovare se, un giorno, un segnale molto potente e di banda strettissima avesse raggiunto la Terra!

Colto di sorpresa, l’unico commento che gli riuscì spontaneo di scrivere sul tabulato fu l’esclamazione “WOW”, proprio in segno di forte stupore che quella sequenza aveva destato in lui, un segno che contribuì non poco a rendere famoso l’evento in tutto il mondo scientifico.

La sequenza 6EQUJ5 stava a indicare la presenza, per una durata di circa 2-3 minuti, di un segnale con frequenza tipica dell’idrogeno neutro interstellare, a 1 420 MHz, in una banda non più larga di 10 KHz, con una intensità che, al punto di massimo, raggiungeva e superava di oltre 30 volte il rumore di fondo cosmico.

In quel momento il radiotelescopio puntava verso una zona a circa 18° a sud dell’equatore galattico e a 21° dal centro della Via Lattea, in piena costellazione del Sagittario, anche se per gli astronomi, per via delle caratteristiche del radiotelescopio, non è stato possibile determinare con precisione il punto di origine.

Purtroppo il segnale non si è più ripresentato e non ci sono ulteriori dati che permettano di far luce su quello che Jerry R. Ehman considera ancora oggi il primo segnale radio proveniente da una civiltà intelligente. John Krauss, direttore dell’Osservatorio, e il suo assistente Bob Dixon, che in seguito esaminarono il segnale, rimasero entrambi meravigliati. Ma di cosa si trattava?

Sono passati ormai 40 anni da quel giorno, ma gli stessi scopritori e altri ricercatori stanno ancora oggi dibattendo sullo strano caso.

Nel corso degli anni, Ehman e i suoi colleghi lavorarono per escludere altre spiegazioni, come ad esempio la presenza di satelliti artificiali in