Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 116

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Coelum Astronomia

Il messaggio cosmico, che qualche remota civiltà evoluta potrebbe aver affidato alle pieghe dello spazio e del tempo, proprio come una bottiglia abbandonata nell’oceano, non è ancora arrivato a noi o, forse, ci è passato vicino e non ce ne siamo resi conto.

Ma se dovesse arrivare, saremmo in grado di riconoscerlo e comprenderne il significato? Risulta difficile, se non impossibile, immaginare un ciclo evolutivo diverso da quello che si è sviluppato sul nostro pianeta, ma non possiamo certamente escludere che la natura possa aver scelto altri itinerari, raggiungendo obiettivi per noi inimmaginabili; così come non possiamo in alcun modo prevedere gli sviluppi tecnologici di una civiltà che sia avanti a noi di centinaia, migliaia o, addirittura, milioni di anni. Potremmo non avere alcuna possibilità di comunicare.

In questo scenario. la ricerca di segnali radio che casualmente possano incrociare il nostro pianeta sembra davvero una sfida ardua.

Gli scienziati coinvolti in prima linea in questa ricerca difendono ovviamente a spada tratta la loro tesi: la ricerca di intelligenze extraterrestri dovrebbe continuare per tutto il tempo necessario a trovare una risposta, al di là di ogni ragionevole dubbio, alla domanda che l’umanità si è sempre posta nel corso di tutta la sua storia passata: siamo soli nell’universo?

Se si vuole dare una data all’inizio dell’avventura SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence, Ricerca di Intelligenza Extraterrestre) questa va sicuramente legata ad un nome: Frank Drake. Era il 1959 quando Frank, allora giovane radioastronomo, giunse a Green Bank in Virginia (USA) dove era in costruzione il maggior centro di radioastronomia statunitense. Fu proprio lui – dopo aver letto su Nature un articolo, scritto da Philip Morrison e Giuseppe Cocconi, che proponeva l’utilizzo delle onde radio come mezzo per comunicare con civiltà extraterrestri – a suggerire al direttore del centro di utilizzare le nuove attrezzature per questa ricerca.