Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 112

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Coelum Astronomia

La posizione migliore, quella che consiglio, è quella che prevede di puntare la propria reflex a circa 35 gradi dal radiante, il punto da cui dipartono la meteore, verso lo zenit. Questo perché se inquadriamo direttamente la zona del radiante, quasi sicuramente le meteore usciranno dalla nostra inquadratura.

Anche se il radiante è il punto da cui sembrano provenire, in realtà le meteore più grandi esploderanno in tutta la loro luminosità solo dopo aver compiuto un certo percorso nel cielo, distanziandosi quindi dal radiante e, sicuramente, non riusciremo a inquadrarle, anche se abbiamo un obiettivo grandangolare da 18 mm. Forse riusciremmo a riprendere le più piccole o quelle, più rare, che vengono direttamente verso di noi e che lasceranno comunque, in prospettiva, una scia più breve. Tutto ciò è valido a meno, ovviamente, di disporre di un obiettivo fisheye, un obiettivo cioè che permette di riprendere tutto il cielo in un unico scatto ma che introduce inevitabilmente delle distorsioni molto evidenti. Devo dire che il fisheye produce delle immagini di un tipo molto diverso da quelle che prediligo e descrivo di solito nella mia rubrica.

Suggerisco quindi, per chi invece cerca una bella ripresa di paesaggio impreziosita da qualche meteora, di adottare la configurazione indicata sopra. Io stessa ne ho testato l’efficacia nella mia ultima ripresa dell’agosto 2016. Verso le ore 23 di quella notte avevo il Perseo in direzione nordest e tutto le meteore più splendenti mi passavano sopra la testa, se non addirittura verso sud…

Inquadrando quindi verso sud, ma quasi allo zenit, proprio come ho appena descritto, sono riuscita a riprendere le stelle cadenti più luminose.

Ovviamente si deve essere sempre fortunati e avere una notte senza Luna, che purtroppo come ben sappiamo rischiara molto il cielo e rende invisibili le meteore più deboli. Questa estate il

Dove puntare la fotocamera

Due Perseidi solcano il cielo la notte del 13 agosto 2016.