Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 111

Può capitare di vedere delle meteore o “stelle cadenti” durante tutto l’anno: si tratta di eventi isolati e piuttosto difficili da osservare ma in certe occasioni è però possibile prevedere sia l’ora approssimativa che la posizione più probabile per questo evento celeste. Circa una decina di volte l’anno infatti, in date prestabilite, la Terra attraversa delle regioni ricche di detriti rocciosi lasciati, ad esempio, da una cometa in orbita attorno al Sole: l’attraversamento di questi detriti fa si che aumenti la probabilità che uno di questi entri nell’atmosfera terrestre, incendiandosi. Questi fenomeni si chiamano sciami meteorici e prendono il nome dalla costellazione sulla quale si proietta il punto (chiamato radiante) da cui sembrano arrivare le meteore. Si verifica così l’apparizione di decine e decine di “stelle cadenti”. In particolare, tre volte l’anno – in gennaio, agosto e dicembre – si presentano gli sciami meteorici più famosi che solcano il cielo e che possono raggiungere un valore anche di 100 meteore in un’ora (o 100 zhr, indice utilizzato per indicare l’attività dello sciame) o più ancora…

Sto parlando delle Quadrantidi del 4 gennaio (in media 120 zhr), delle Perseidi del 13 agosto (in media 100 zhr) e delle Geminidi del 14 dicembre (in media 120 zhr), valori che, chiaramente, variano di anno in anno.

Il prossimo grosso sciame a cui potremo assistere, quello che è forse anche il più famoso, soprattutto tra chi non segue l’astronomia, è quello estivo, ossia quello delle Perseidi, così chiamate per via della posizione del quadrante, come dicevamo poco sopra, localizzato nella costellazione di Perseo.

La prima fotografia che sono riuscita a realizzare delle Perseidi è stata nella scorsa estate del 2016, dopo una serata passata con gli amici dell’associazione astronomica di Cortina a illustrare il cielo ai turisti. Una volta mandati a letto tutti, verso la mezzanotte, siamo riusciti a posizionare la nostra attrezzatura in tranquillità e a goderci lo spettacolo dalle comode sdraio di cui disponevamo.

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Quando le stelle cadenti sono prevedibili

Fortunatamente, per fotografare gli sciamo meteorici come le Perseidi, l’attrezzatura di cui si deve disporre è semplice: sono sufficienti una reflex con obiettivo grandangolare, un telecomando o meglio un temporizzatore per programmare gli scatti automaticamente, un treppiede e molta, molta pazienza… Ma noi astrofili ne abbiamo tanta!

La difficoltà più grande di questo tipo di ripresa sta nel fatto che la luce della meteora non è condensata in un punto come quella delle stelle, ma si dissemina per una lunghezza significativa nel cielo e quindi anche sul nostro fotogramma. Di solito la sua scia dura un secondo o poco più, ma questo tempo non è sufficiente per impressionare il sensore. Quindi, in base alla sensibilità usata, riusciremo a riprendere solo le meteore più grandi e luminose, che, di fatto, saranno anche quelle meno numerose.

Come fotografare le meteore