Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 106

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Coelum Astronomia

Molto spesso si fa confusione con i termini meteoroide, meteora, bolide e meteorite. In senso generale si definisce come meteora (dal greco meteoros, ovvero “ciò che sta in alto”) qualsiasi fenomeno che abbia luogo nell'atmosfera terrestre (pioggia, vento, grandine, fulmini, ecc.). In astronomia il termine viene usato per indicare quel fenomeno luminoso che si origina da una particella più o meno grande di materia cosmica (meteoroide) nel momento in cui penetra nell’atmosfera terrestre. Una meteora molto brillante, provocata dalla caduta di un meteoroide grande qualche centimetro, viene invece chiamata bolide (dal greco “bolis”, proiettile). Il meteorite è

invece quella parte della meteora che sopravvive al passaggio in atmosfera (la maggior parte si disintegrano completamente) e che cade a Terra.

L'origine di queste polveri e rocce spaziali, per le Perseidi è da attribuirsi al passaggio di una cometa, la 109P/Swift-Tuttle, che orbita attorno al Sole in circa 130 anni. La cometa, nella sua orbita, lascia dietro di sé una "nuvola" di polveri e la Terra, incrociando il suo percorso, viene investita da queste particelle dando origine allo sciame meteorico. Un’altra

particolarità di questo sciame, molto conosciuta a chi lo segue da anni, è il comportamento “a impulsi”: le meteore scendono molto spesso a gruppi per alcuni minuti, poi per un tempo maggiore l’attività sembra quasi arrestarsi. Probabilmente ciò rispecchia una distribuzione delle polveri “a sacche”, cosa non impossibile quando si ha a che fare con i materiali persi da una cometa.

Un po’ di storia

Lo sciame delle Perseidi è il più antico in assoluto, nel senso che il primo riferimento a proposito di “stelle che cadono” nella regione del Perseo si ritrova addirittura negli Annali cinesi del 36 d.C. Numerose citazioni si ritrovano nelle cronache cinesi, coreane e giapponesi anche nel periodo che va dall’ottavo all’undicesimo secolo, ma da lì in poi seguirà una lunghissima pausa fino al diciannovesimo secolo, durante la quale dell’esistenza delle meteore si scriverà pochissimo. In quel periodo, infatti, le “stelle cadenti” non desteranno particolare curiosità negli astronomi, piuttosto propensi a ritenerle un fenomeno atmosferico. Così, anche se nella tradizione popolare era vagamente noto da secoli che le stelle cadessero con più abbondanza nel mese di agosto, la consapevolezza “moderna” dell’esistenza di questa ricorrente caduta si avrà, curiosamente, solo a partire dal 1835, quando l’astronomo e statistico belga Adolphe Quetelet, direttore dell'Osservatorio di Bruxelles, annuncerà la scoperta di numerose ricorrenze annuali di sciami meteorici, tra cui spiccherà per quantità e continuità proprio quello del 10 agosto.

Sotto. Lo schema mostra la “scia” di polveri e detriti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle e l’orbita del nostro pianeta. Nel momento in cui le orbite si incrociano, si verifica lo sciame delle Perseidi.