Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 10

Onde gravitazionali

annunciata la terza rivelazione

di Corrado Ruscica - Media INAF

Si chiama Gw170104, ed è la terza sorgente di onde gravitazionali, rivelata dall’interferometro LIGO il 4 gennaio 2017.

Come nei due precedenti casi, le onde gravitazionali sono state generate dalla fusione di due buchi neri, fusione che ha prodotto un oggetto più grande con una massa risultante pari a 49 volte la massa del Sole. SI tratta di un valore che si pone a metà strada fra le 62 e le 21 masse solari dei due buchi neri rivelati da LIGO, rispettivamente, nel settembre e nel dicembre 2015. L’evento Gw170104, registrato nel corso delle attuali osservazioni iniziate il 30 novembre 2016 e che proseguiranno per tutta l’estate, conferma definitivamente la nascita di una nuova disciplina nell’ambito dell’astronomia gravitazionale. I risultati sono pubblicati su Physical Review Letters.

Gw170104 si trova a circa 3 miliardi di anni luce, una distanza quasi doppia rispetto a quella delle prime due sorgenti rivelate dall’interferometro americano (1,3 e 1,4 miliardi di anni luce rispettivamente). «Abbiamo un’ulteriore conferma che esistono buchi neri di massa stellare più grande di 20 masse solari: si tratta di oggetti di cui ignoravamo l’esistenza prima di LIGO», spiega David Shoemaker del Mit, portavoce della collaborazione scientifica di LIGO. «È notevole riuscire a ricostruirne la storia e a studiarla nonostante questi eventi strani ed estremi siano accaduti miliardi di anni fa e a miliardi di anni luce di distanza. Grazie al lavoro svolto dalle due collaborazioni scientifiche, LIGO e VIRGO, è stato possibile ricostruire questa storia».

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Il 4 gennaio 2017 i ricercatori della collaborazione LIGO/VIRGO hanno identificato, per la terza volta, una sorgente di onde gravitazionali. L’origine è la fusione di un sistema binario di buchi neri, localizzato a 3 miliardi di anni luce. I risultati sono stati pubblicati su Physical Review Letters.

In alto. Un'idea di come dovrebbero mostrarsi due buchi neri durante la fusione che ha liberato l'energia delle onde rivelate da LIGO. Alcune caratteristiche di questo nuovo evento registrato GW170104 indicano che i due buchi neri non giacevano sullo stesso piano ma avevano un orientamento diverso. Crediti: LIGO/Caltech/MIT/Sonoma State (Aurore Simonnet).