Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 90

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Coelum Astronomia

Le mie Eclissi di Sole

I racconti delle spedizioni e della vita sul campo per l'osservazione e lo studio delle eclissi di Sole

di Mario Rigutti

Professionalmente le “mie” eclissi sono state del tipo “tutto sommato, non puoi pretendere di più”.

Sappiamo che il 1851 segna l’inizio dello studio della corona solare, reso possibile dall’introduzione della fotografia. Sappiamo anche quanto aleatoria sia la speranza di cogliere qualche buon frutto andando qua e là per il mondo nelle zone in cui un’eclisse totale è osservabile. Ai difficili spostamenti indolori di strumentazione delicata in zone della Terra molto spesso difficili, per non dire inospitali o addirittura impossibili, si aggiungono, queste sì incontrollabili, le situazioni meteorologiche che possono vanificare qualsiasi sforzo. Di solito, quando si fanno i calcoli per determinare i luoghi

in cui si possa osservare un’eclisse, si sceglie anche, quando è possibile, un luogo per il quale le previsioni meteorologiche diano qualche buona speranza. Ma chiunque sa quanto queste siano affidabili. Le variabili in gioco nel campo della meteorologia sono talmente tante che, anche oggi, nonostante il grande numero di satelliti e stazioni meteorologiche sparse in tutto il mondo, le previsioni a lunga scadenza hanno piuttosto il carattere della speranza che della sensata

In alto. Bagé (Rio Grande do Sul – Brasile). Eclisse totale del 12 novembre 1966. Lo spettrografo per lo spettro-lampo (senza fenditura). Da sinistra: M. Rigutti,

G. Tofani, P. Curioni.