Coelum Astronomia 213 - 2017 - Page 216

Un articolo su Aristarchus Plateau non può prescindere dal coinvolgimento di questa regione nella sempre controversa fenomenologia delle cosiddette "anomalie", fenomeni lunari transienti sulla base della notevole casistica riguardante in modo particolare i crateri Aristarchus ed Herodotus. Infatti, secondo il catalogo TLP della NASA, i fenomeni riconosciuti come tali su tutta la superficie lunare sarebbero almeno 1500/1600, comprendendo tra questi i temporanei oscuramenti, brillamenti, improvvise variazioni di albedo oppure mutamenti di colore in ristrette aree del suolo lunare. Lunar Prospector confermò l'emissione del Radon-222 dal cratere Aristarchus, già precedentemente individuata da Apollo 15, ponendo in relazione, almeno teoricamente, tali emissioni di gas in superficie con la fenomenologia TLP.

Circa un terzo dei Fenomeni Lunari Transienti presenti nel Catalogo NASA proviene dall'area del cratere Aristarchus fin da quando, già nel lontano 1650, una temporanea emissione rossastra venne segnalata da Hevelius. Da parte di vari osservatori vennero successivamente individuate numerose macchie aventi colorazioni fra l'azzurro, il verde o il rossastro. Anche nel secolo scorso proseguirono gli avvistamenti, ma sarebbe inutile perdersi in una lunga e noiosa elencazione della numerosissima casistica relativa al manifestarsi di fenomeni luminosi intorno e all'interno di Aristarchus.

Solo per citare le segnalazioni più significative, nei mesi di ottobre e novembre 1965, col telescopio di 60 cm del Lowell Observatory in Arizona, venne segnalata su Aristarchus la comparsa di macchie rossastre protrattesi anche per parecchi minuti. Altri bagliori rossastri vennero segnalati nel 1967 da Patrick Moore e nel 1969 dall'Osservatorio Astronomico di Bochum. Analoga fenomenologia TLP, anche se in minori proporzioni, venne riscontrata da vari osservatori anche per il cratere Herodotus.

Il manifestarsi di determinati fenomeni luminosi nella zona presa in esame questo mese, così come per tutta la superficie lunare, non deve indurre gli astrofili al facile errore di considerare come "reale" ognuno dei tanti cosiddetti fenomeni TLP. Infatti, è ormai assodato che la percezione delle caratteristiche morfologiche di una struttura geologica può essere posta in stretta relazione a vari fattori, fra cui l'altezza del Sole sull'orizzonte lunare, condizione che può determinare una errata valutazione dei valori di albedo e delle caratteristiche superficiali anche di elusivi dettagli. Inoltre il cromatismo residuo introdotto dallo spettro secondario dei telescopi rifrattori molto aperti, come ad esempio la presenza di aloni colorati intorno a determinati crateri (solitamente gli aloni blu, effetto eliminabile con un filtro giallo) costituisce un ulteriore spunto di riflessione al fine di una seria e corretta valutazione di quanto osserviamo nel nostro telescopio.

Infine, confrontando i disegni del cratere Aristarchus realizzati intorno al 1950, rispetto a quelli risalenti ai primi anni del XX secolo, compaiono evidenti differenze. In modo particolare riguardo la presenza di striature di colore scuro sulle pareti interne del cratere (così come oggi può mostrare anche un piccolo strumento di 60 mm), dettagli generalmente assenti nei disegni di inizio XX secolo (ad es. di Wilkins). Ma secondo alcuni studiosi, tra cui Robert Barker, le striature scure oggi visibili internamente sulle pareti di Aristarchus sarebbero ben più evidenti rispetto anche a sole poche decine di anni fa.

216

Coelum Astronomia

Come sempre, attendiamo le vostre immagini in Photo-Coelum.

Tutte le immagini presenti nella rubrica, salvo diversa indicazione, sono state realizzate dall’autore, Francesco Badalotti con un telescopio Telescopio Maksutov Cassegrain in configurazione Rumak diametro 255mm F20 (Tubo ottico con 7 diaframmi interni, Ottica Zen) a fuoco diretto e senza filtri + camera Imaging Source DBK41AU02.AS raw colori con risoluzione di 1280 x 960. Esposizione di 2'30" a 7,5 fps a 1/9". Formato video/codec Y800/RGB24. Montatura SW NEQ6/Pro potenziata con barra, due contrappesi e piastra Geoptik. Elaborazione video in Autostakkert.2.6.8, elaborazione immagini in Registax6 con filtri Wavelets + Color Mixing e ritocchi finali in Photoshop. Il telescopio si trova sul balcone al primo piano esposto a N-E-S fino a 15° oltre il meridiano. La postazione è semifissa e completamente protetta da uno specifico telo Geoptik.

"Anomalie" in Aristarchus Plateau