Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 95

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funzionare perfettamente, dopo quasi due secoli!), maggiormente soggetto ad usura. Un’altra differenza è costituita da qualche piccola semplificazione negli organi di trasmissione, in relazione alla scala ridotta e ai materiali moderni.

Tornando all’originale, il pannello frontale, di aspetto compatto ed elegante, è ornato da immagini di personaggi storici che fanno da contorno alle tabelle scorrevoli del calendario. Il pannello visibile è imperniato verticalmente sulla parete, in modo da potersi aprire frontalmente, come uno sportello. L’apparente semplicità del lato frontale (che potremmo definire, in linguaggio moderno, “la periferica di visualizzazione”) scompare però completamente alla vista del lato posteriore, che rivela invece i curiosissimi e complessi meccanismi: numerosi tamburi, dischi, nastri scorrevoli, catene, ruote

dentate e viti senza fine in legno, tela e metallo.

I nove cilindri – ovvero gli elementi di “memoria a tamburo”, del tipo cioè a sola lettura – riportano i ben 46.000 numeri del calendario che vengono di volta in volta visualizzati sul pannello frontale.

Ma se i citati “supporti di memoria” e la “periferica di visualizzazione” possono coincidere è solo grazie a un complicato meccanismo che coordina tra loro le diverse informazioni presenti. Il calendario infatti è in grado di fornire tutte le informazioni

relative al giorno della settimana, comprese le festività liturgiche cattoliche (sia periodiche che non periodiche) per ogni dato anno su un lasso di tempo di ben 4 mila anni a partire dall’anno 1 D.C. Sono perciò comprese nei dati le differenze tra il calendario giuliano e quello successivo, il calendario gregoriano. Infatti, la differenza di durata tra anno solare e anno gregoriano (il primo più lungo di circa 11 minuti e 15 secondi) ha fatto sì che la loro risincronizzazione alla sua entrata in vigore, stabilita all’epoca come 10 giorni di differenza (conteggiati tra l’anno 325, data del Concilio di Nicea al 1582, Concilio di Trento) abbia fatto “sparire” i giorni inesistenti compresi tra il giovedì 4 e il venerdì 15 ottobre 1582, assenti quindi dai dati.

L’input fornito in ingresso è l’anno, che viene visualizzato in un riquadro in centro, sotto

A destra. Il retro del calendario, funzionando come un vero e proprio computer, è composto da nove memorie a tamburo (cilindri su cui sono scritti dati in forma numerica), a disco e a nastro in grado di memorizzare oltre 46.000 dati. Foto dell'autore.