Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 94

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Coelum Astronomia

astronomico (come la posizione attuale del Sole rispetto alla fascia zodiacale, l’ora odierna dell’alba, del tramonto o del crepuscolo, la fase lunare corrente, eccetera, tra evocative figure allegoriche che rappresentano le stagioni, le ore, il giorno e la notte, e così via), i calcolatori astronomici erano invece in grado di calcolare queste e altre informazioni a seconda delle richieste che ricevevano in ingresso, proprio come moderni programmi per computer. Un esempio di questi calcolatori astronomici, davvero interessante e unico nel suo genere, è il nostrano “Calendario Meccanico Universale” dell’astronomo reale Giovanni Amedeo Plana, conservato nella sagrestia della appena restaurata Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti al numero civico 25 della centralissima via Garibaldi a Torino. Oggetto relativamente poco noto anche ai torinesi stessi, il suo funzionamento interno è stato analizzato nel dettaglio e riprodotto da quattro team di studenti del Politecnico di Torino per la prima volta solo nel 2015.

Giovanni Plana era sì un astronomo, ma anche un eccellente matematico (per i suoi meriti nel 1861 è stato nominato senatore del primo Senato italiano) e diede un grande impulso all’informatica moderna dei calcolatori: il suo interesse per il calcolo lo portò infatti nel 1840, in qualità di presidente dell’Accademia delle Scienze, a invitare il grande matematico inglese

Charles Babbage a una conferenza scientifica proprio a Torino, dove questi espose pubblicamente per la prima volta il funzionamento della sua “Macchina Analitica” (considerata ufficialmente il primo calcolatore programmabile, cioè in grado di ricevere una descrizione precisa di istruzioni da eseguire di volta in volta, nell’ordine corretto): la pubblicazione, tradotta e commentata, di questa esposizione torinese costituì poi il primo articolo scientifico ufficialmente dedicato all’Informatica.

Ma se, paradossalmente, il padre dell’Informatica, Babbage, non realizzò mai il proprio calcolatore (anche se il suo progetto è stato poi dimostrato essere realizzabile con la tecnologia dell’epoca), l’astronomo Plana aveva invece completato la realizzazione del proprio calendario perpetuo già nel 1835, in due esemplari, ma non ne espose il funzionamento dettagliato in alcuna conferenza o trattato (e tantomeno in un brevetto o, meglio, “regia patente”), ed è rimasto sconosciuto fino al 2015, quando è stato analizzato nel dettaglio.

Il Calendario di Plana è, come dicevamo, ora visibile nella Cappella dei Banchieri, Negozianti e Mercanti, si trova sulla parete di sinistra della sagrestia, opposta all’ingresso della raccolta cappella barocca interamente dedicata al tema dei Re Magi. Di fronte al Calendario è posizionato il modello realizzato dal gruppo di studenti primo classificato nello studio: si tratta di una

riproduzione in scala 2:3 dell’originale. Una differenza tra modello e originale si vede, ovviamente, nell’impiego dei materiali, metallici per i rulli del modello, in luogo del legno dell’originale (che pure è ancora oggi in grado di

A sinistra. Il team vincitore (da sx, Meysam Nasiri e Roberto Cappato) il modello è ora a disposizione dei visitatori della Cappella dei Mercanti (fonte foto gravita-zero.org).