Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 83

un tempo più lungo.

Si innesca così un processo iterativo in cui osservazioni astronomiche e meccanica celeste si passano la mano in una corsa contro il tempo che deve confermare o smentire una volta per tutte la effettiva pericolosità di un oggetto. Non sempre è possibile. Tipicamente, un asteroide pericoloso viene scoperto quando è abbastanza vicino alla Terra, quindi nel momento in cui è più luminoso e facilmente osservabile. Purtroppo però entro pochi giorni o settimane l’asteroide si sarà allontanato significativamente dal nostro pianeta, la sua luce sarà più fioca e le osservazioni diventeranno sempre più difficili, richiedendo telescopi sempre più potenti – che non sono sempre disponibili soprattutto se con breve preavviso. Può accadere così che le osservazioni si interrompano prima che l’orbita dell’asteroide sia nota con l'accuratezza necessaria a escludere futuri impatti.

A volte non si può nemmeno calcolare dove riapparirà l’asteroide nel cielo la prossima volta che passerà vicino al nostro pianeta, rendendolo di fatto “perso”. Si comprende quindi perché una delle attività principali del NEO Coordination Centre è proprio quella di evitare che ciò accada. Il Centro ha infatti creato una vasta rete di collaborazioni internazionali con telescopi di ogni tipo sparsi in tutto il mondo e che possono attivarsi rapidamente per osservazioni di follow-up. Ciò ha permesso negli ultimi anni l’osservazione di centinaia di asteroidi potenzialmente pericolosi fornendo ai sistemi di monitoraggio degli impatti le informazioni necessarie a eliminare moltissimi oggetti dalla lista di quelli a rischio.

Sopra. Il telescopio da 1 m dell’ESA sul monte Teide nell’isola di Tenerife (OGS – Optical Ground Station) viene utilizzato regolarmente dal NEO Coordination Centre per osservazioni di follow-up.

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