Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 81

Osservazioni

Lo studio della traiettoria futura di un oggetto potenzialmente a rischio di collisione e il calcolo della sua probabilità di impatto rappresentano il prodotto finale di un processo che ha inizio con delle osservazioni astronomiche. La quasi totalità dei NEO scoperti negli ultimi decenni sono frutto delle attività delle cosiddette survey, ovvero telescopi quasi interamente robotizzati che ogni notte passano al setaccio una regione della sfera celeste alla ricerca di punti luminosi che si muovono rispetto alle stelle, segno inequivocabile che si tratta di corpi celesti appartenenti al nostro Sistema Solare. Per individuarli, ciascun telescopio riprende una sequenza di immagini della stessa zona del cielo, separate tra loro da qualche decina di minuti, in modo che eventuali asteroidi possano avere tempo di spostarsi anche solo di poco. A fare una prima analisi ci pensano dei programmi software che individuano dei “candidati” e li passano poi a un astronomo per una conferma visiva. L’occhio ben allenato di un astronomo è infatti ancora insostituibile nella capacità di distinguere puntini molto deboli in movimento che rischiano di confondersi nel rumore di fondo o di essere scambiati per difetti dell’immagine. Non appena “confermato”, la posizione nel cielo dell’oggetto viene inviata al Minor Planet Center (MPC), che pur operando negli Stati Uniti si occupa per conto dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU) della raccolta e della disseminazione di tutte le osservazioni di asteroidi e comete effettuate nel mondo.

Nel giro di pochi minuti i computer del centro, elaborando i dati ricevuti, sono in grado di capire se il nuovo asteroide potrebbe appartenere alla popolazione dei NEO oppure se si tratta di uno dei tanti oggetti che orbitano nella fascia principale asteroidale, ben lontano quindi dal nostro pianeta. Se in più l’asteroide sembra avere

Sopra. La cupola e il telescopio da 1,5 metri di diametro del Catalina Sky Survey, ripreso al tramonto. Il telescopio è situato ad un’altitudine di circa 2790 metri, sulla sommità di Mount Lemmon, il punto più elevato delle Santa Catalina Mountains, Arizona, USA.

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