Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 76

Sopra. Una bellissima immagine di (25143) Itokawa, un piccolo asteroide (diametro medio 0,33 km) della famiglia Apollo, monitorato dai programmi di survey a causa dell’orbita piuttosto eccentrica che lo porta a intersecare anche quella di Marte. Nel 2005 è stato visitato dalla sonda Hayabusa che ha riportato a terra alcune particelle di polvere asteroidale.

La suddivisione in famiglie trae origine sia da considerazioni dinamiche che osservative. Le orbite di tipo Aten e Apollo possono in linea di principio intersecare quella della Terra, mentre le orbite degli Amor la sfiorano solamente. Gli Apollo trascorrono la maggior parte del loro periodo orbitale al di fuori dell'orbita della Terra, mentre gli Aten al suo interno. Gli Aten e gli IEO sono accomunati dal fatto di essere estremamente difficili da osservare perché, visti dal nostro pianeta, non si allontanano mai troppo dal Sole e quindi rischiano di confondersi nel chiarore di albe e tramonti.

Esiste poi un gruppo particolare di oggetti, gli “Asteroidi Potenzialmente Pericolosi” (PHA – Potentially Hazardous Asteroids), caratterizzati da geometrie orbitali tali da permettere un incontro molto ravvicinato con la Terra, o addirittura rischiare una collisione in un futuro non troppo lontano. La loro pericolosità si deduce misurando la minima distanza tra la loro orbita e quella della Terra e come essa cambi nel tempo. Si considerano PHA tutti gli asteroidi che ad oggi hanno un valore di questa distanza minore o uguale di 0,05 AU (7 milioni e mezzo di km) e sono più grandi di 140 metri – dimensione oltre la quale un impatto provocherebbe danni catastrofici. Attualmente se ne conoscono circa 1800 e tra di essi più di 150 hanno un diametro di 1 km o maggiore.

Ma gli asteroidi non sono gli unici corpi celesti che possono avvicinarsi al nostro pianeta. Le

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