Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 74

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Coelum Astronomia

NEO - Near Earth Objects

Nella notte del 13 agosto 1898, gli astronomi Gustav Witt a Berlino e Auguste Charlois a Nizza trovano sulle loro lastre fotografiche la traccia di un corpo celeste la cui traiettoria, invece di rimanere confinata tra le orbite di Marte e Giove come per tutti gli asteroidi scoperti fino ad allora, lo spingeva a sfiorare pericolosamente quella della Terra. Eros, così viene battezzato l’asteroide in questione, si rivelerà presto non un caso isolato ma il capostipite di una nuova popolazione di corpi celesti, che proprio per le loro caratteristiche orbitali viene indicata con l’acronimo di NEA – Near Earth Asteroids (Asteroidi vicini alla Terra). Grazie alla meccanica celeste sappiamo che si tratta dei frammenti di asteroidi di dimensioni maggiori, prodotti da collisioni avvenute all’interno della cosiddetta “cintura asteroidale” (quella appunto situata tra Marte e Giove). Alcuni di essi finiscono poi su traiettorie fortemente caotiche che nel giro di poche centinaia di migliaia o milioni di anni li porteranno a intersecare le orbite dei pianeti interni, e dunque anche della Terra. L’esistenza di questo “canale dinamico” è in grado di spiegare non solo eventi che lasciano tracce evidenti su pianeti e satelliti, i crateri da impatto, ma anche la caduta dei meteoriti, che altro non sono che NEA grandi abbastanza da sopravvivere al calore generato dall’attrito atmosferico, ma sufficientemente piccoli da non provocare danni.

Tradizionalmente gli asteroidi vicini alla Terra vengono suddivisi, in base alle loro caratteristiche orbitali, in tre famiglie che prendono il nome dal primo asteroide scoperto appartenente a ciascuna di esse:

- Gli asteroidi Apollo sono caratterizzati da

un’orbita con una distanza media maggiore di un’unità astronomica e un perielio minore di 1,0167 AU (la massima distanza dal Sole del nostro pianeta) che li porta quindi ad intersecare l’orbita della Terra.

Prendono il nome da (1862) Apollo, asteroide scoperto il 24 aprile 1932 dall’astronomo tedesco Karl Reinmuth (1892-1979). Apollo venne considerato perso per un lungo periodo di tempo, e perciò altri asteroidi della stessa classe,

Crediti: ESA-P.Carril.