Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 73

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«Credevamo che fosse la fine del mondo», hanno raccontato alcuni testimoni oculari mentre altri hanno pensato alla caduta di un aereo o addirittura a un attacco missilistico.

Il fenomeno ha interessato una vasta area geografica tra le regioni di Sverdlovsk e il Kazakhstan settentrionale, particolarmente avvertito a Satka (a 80 km da Chelyabinsk, 1500 da Mosca) dove sono state avvistate, e filmate, lunghe scie di fumo nel cielo.

Un cratere da sei metri, rinvenuto nel lago ghiacciato di Chebarkul a sudovest di Chelyabinsk, sarebbe stato scavato da un frammento arrivato al suolo; secondo fonti locali appare circondato da frammenti rocciosi del meteorite da 0,5 – 1 cm di diametro.

Le dimensioni del meteoroide sono state inizialmente sottostimate dagli scienziati russi, che per un paio di giorni hanno parlato di una massa di una decina di tonnellate. Nell’arco di una settimana, la NASA ha però fatto salire la stima fino a ipotizzare la caduta, ben più inquietante, di un oggetto di una ventina di metri di diametro pesante circa 11 000 tonnellate.

Si è calcolato che l’energia cinetica dell’asteroide prima del tuffo nell’atmosfera fosse di 440 kilotoni, quasi 30 volte quella rilasciata dalla atomica di Hiroshima (16 kiloton). L’oggetto non ha però rilasciato tutta la sua energia in una sola volta. La frammentazione principale si è infatti manifestata con un’energia equivalente a quella di 90 kiloton, mentre quasi tutto il resto è stato assorbito dall’atmosfera, che l’ha restituito quasi tre minuti dopo con l’onda d’urto che ha investito la provincia di Chelyabinsk.

Nel passato, come per l’evento di Tunguska (vedi box di approfondimento a pag 50) ci siamo salvati grazie alla bassa densità di popolazione del nostro pianeta, che ha minimizzato gli effetti delle cadute, o che le ha addirittura nascoste agli occhi del mondo, ma ai nostri giorni il pericolo di essere investiti da una catastrofe cosmica aumenta sempre di più, ed è arrivato il momento di affrontare seriamente la questione.

Sotto. Il grande foro circolare che gli abitanti di Chebarkul, la città che giace sulle rive del lago omonimo, hanno scoperto sulla superficie ghiacciata (spessa 20 cm). Malgrado non ci siano testimoni diretti della caduta, non c’è dubbio che il “cratere” sia stato formato dalla caduta di un grosso frammento del bolide. Certezza confermata anche dal ritrovamento nei dintorni di centinaia di minuscoli meteoriti condritici.