Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 71

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Chelyabinsk: un'altra Tunguska nei cieli della Russia

di Claudio Elidoro e Francesco Berengo

Sopra. Il video raccoglie numerose testimonianze filmate della caduta della meteora di Chelyabinsk.

È una fredda e serena mattinata a Chelyabinsk, popoloso capoluogo dell’omonima provincia degli Urali meridionali a ridosso del confine con il Kazakistan. Sono le 9:20 di venerdì 15 febbraio 2013 e il Sole ha appena fatto capolino sopra l’orizzonte. Lentamente la città sta uscendo dal torpore notturno. Soltanto in pochi si avvedono di una minuscola luce che si sta accendendo nel cielo, alta una ventina di gradi e poco alla sinistra del Sole. Poi è questione di secondi: il bagliore diventa via via sempre più intenso fino a trasformarsi in un’impressionante palla di fuoco più luminosa del Sole.

Proprio come nei film di fantascienza, (anzi peggio) un grosso meteoroide è esploso nei cieli della regione di Chelyabinsk, generando onde d’urto capaci di provocare ingenti danni al suolo e spargendo detriti su una vasta area nella regione degli Urali. Fa davvero impressione ascoltare il boato registrato nei numerosi filmati che riprendono la densa scia di fumo. Ancora più impressionante il rumore dei vetri infranti, dei crolli, delle sirene d’allarme e le grida di terrore che seguono immediatamente il boato. Telecamere interne mostrano robuste porte di magazzini divelte come fuscelli, impiegati in un ufficio scaraventati da un lato all’altro della stanza da una mano invisibile, gruppi di persone che in preda al panico non sanno se uscire all’aperto oppure rimanere all’interno dell’edificio.

Purtroppo moltissimi sono stati i feriti – evenienza rarissima nei casi di bolidi che esplodono al suolo, e che ha reso molto più drammatica l’impressione dell’evento – oltre 1500 persone, secondo quanto hanno riportato i media locali. Quasi tutti sono stati colpiti dalle schegge di vetro provenienti dalle finestre divelte dalle onde d'urto delle esplosioni. Numerosi sono stati anche i crolli di muri e i danni di minore entità a edifici e strutture industriali. Secondo una prima stima, i danni ammonterebbero a un miliardo di rubli, circa 25 milioni di euro.