Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 7

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richiesto. Questa cifra raddoppierà il bilancio messo in piano per un nuovo orbiter (che andrà a rimpiazzare gli ormai sempre più anziani 2001 Mars Odyssey e Mars Reconnaissance Orbiter, MRO), peraltro ancora non richiesto dalla NASA. Da non trascurare poi che con questo finanziamento sarà possibile avviare il progetto “Mars-copter” da associare al prossimo rover marziano, Mars 2020 e soprattutto continuare le operazioni di Curiosity oltre che dotare Mars 2020 di risorse addizionali per mantenere il piano di lancio a luglio 2020.

Il programma Discovery, che gestisce le missioni NASA a basso budget selezionate competitivamente dall’agenzia, ricevono nel complesso 22 milioni di dollari oltre alla richiesta presidenziale. Questo aiuterà a gestire in modo ottimale i costi della missione Mars InSight, rinviata lo scorso anno e riprogrammata per il lancio esattamente fra un anno in questi giorni. Ci sarà poi un finanziamento per le missioni appena selezionate per l’esplorazione degli asteroidi, Lucy e Psyche, che sono state programmate per il lancio rispettivamente nel 2021 e nel 2023.

In tutto questo aumento di finanziamenti, l’unico sotto-settore a subire un calo di budget è il programma New Frontiers. Questo fronte si trova di fatto in una impasse, avendo completato quanto previsto dal piano originale con il lancio della missione OSIRIS-REx, ma si tratta di una

La NASA rinnova il proprio interesse verso l’esplorazione dei pianeti del Sistema Solare e dei suoi corpi minori. L’agenzia americana sta vagliando dodici proposte, presentate sotto il programma New Frontiers, che verranno sottoposte a valutazioni scientifiche e tecnologiche nei prossimi sette mesi. La migliore, verrà sviluppata in circa due anni per poi partire intorno al 2025.

Gli obiettivi della selezione fanno riferimento a sei aree dell’esplorazione Sistema Solare: la prima riguarda missioni in grado di riportare sulla Terra campioni provenienti da una cometa, la seconda per la raccolta di materiale dal Polo Sud della Luna, la terza per l’esplorazione delle lune Titano ed Encelado, la quarta è dedicata a Saturno, la quinta a Venere, la sesta è destinata allo studio degli asteroidi troiani e alla raccolta di campioni in situ.

L’esito delle selezioni relative alla fase iniziale di studio, verrà annunciata alla fine di novembre e il concept prescelto potrà andare avanti nel processo di valutazione: si tratterà della quarta missione scelta nell’ambito di New Frontiers. Le precedenti sono state New Horizons per Plutone, Juno per Giove e OSIRIS-REx, partita lo scorso 9 settembre alla volta dell’asteroide Bennu con l’obiettivo di riportare sulla Terra un campione di materiale nel 2023.

Le nuove frontiere della NASA

di Fulvia Croci

Sopra. Una delle proposte riguarda la missione Venus In-Situ Explorer, con il compito di analizzare la composizione e le proprietà della superficie di Venere. L'explorer acquisirà e studierà un campione della superficie, misurandone gli elementi e la mineralogia dei materiali.