Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 61

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Strategie di difesa attiva

Se sul versante della scoperta e dell'analisi orbitale si sono fatti progressi enormi, su quello dei rimedi concreti da mettere in campo in caso di allarme impatto siamo probabilmente ancora impreparati. Idee ce ne sono, ma non sono così affidabili e di pratica realizzazione come sarebbe auspicabile. L'argomento è davvero complesso e delicato e necessiterebbe di molto più spazio di quanto possiamo disporne in queste pagine. Proviamo comunque a proporre, in modo sintetico, alcune considerazioni.

Anche un esame molto superficiale del problema ci porta anzitutto a concludere che possiamo disporre solamente di tre scelte: o riusciamo a levarci di torno in modo definitivo il proiettile cosmico eliminandolo fisicamente, o riusciamo a cambiare il suo cammino magari dirottandolo verso un'orbita innocua, oppure, terza e ultima opzione, riusciamo a cambiare la rotta della Terra. Dovendo necessariamente eliminare, per la sua evidente impraticabilità, quest’ultima possibilità, non ci rimane che ipotizzare misure difensive che appartengano alle due opzioni rimaste.

Se pianifichiamo di distruggere il proiettile cosmico, dobbiamo anzitutto scordarci le fantastiche soluzioni solitamente suggerite dalla fantascienza. Per essere ancora più esplicito: le attuali tecnologie non ci permettono proprio di posarci sulla superficie di un asteroide o di una cometa, attivare sistemi efficienti di trivellazione e infilare in quei profondi cunicoli devastanti ordigni. Forse un giorno la tecnologia potrà anche permettercelo, ma oggi ci dobbiamo accontentare di distruggere l’intruso negli unici due modi che riusciamo a gestire: o facendo esplodere sulla sua superficie una carica nucleare o sparandogli contro ad altissima velocità un proiettile di massa adeguata (Kinetic Impactor).