Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 59

A questa difficoltà di fondo dobbiamo però affiancarne un’altra. Già si è accennato al fatto che le orbite dei NEO risentono pesantemente dell'influsso gravitazionale dei corpi più grandi attorno ai quali stanno ronzando, un'influenza che

rende praticamente impossibile definire con certezza come sarà la loro orbita nel futuro più lontano. Ogni incontro ravvicinato con un pianeta, infatti, può indurre cambiamenti (anche pesanti) nell'orbita e mischiare in modo davvero drastico le carte in tavola, trasformando praticamente in carta straccia ogni calcolo e ogni previsione precedente.

Da quest’ultima considerazione dobbiamo purtroppo derivare non solo che, tranne per casi davvero particolari, è impossibile fare previsioni sul lungo periodo, ma anche che la catalogazione di un NEO come innocuo o pericoloso non potrà mai essere definitiva.

È vero che non tutti concordano con queste proiezioni, ma ciò non toglie che la nuova stima ci faccia tirare un grosso sospiro di sollievo. Solo per un attimo, purtroppo. Abbiamo sì ridotto quasi alla metà il numero dei potenziali proiettili, ma stiamo pur sempre parlando di oggetti devastanti dei

quali attualmente ne conosciamo solamente un quarto...

E per i NEO più piccoli come la mettiamo? Purtroppo, visto che i dati di WISE non riguardano oggetti inferiori al centinaio di metri, lo studio di Mainzer e collaboratori non li considera. Dobbiamo dunque prendere per buone le stime di studi

precedenti che hanno suggerito che di questi macigni volanti ve ne possa essere oltre un milione.

Opportuno ricordare, comunque, che all’origine del Meteor Crater e dell’evento Tunguska vi furono proprio due oggetti con dimensioni inferiori ai cento metri…

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