Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 54

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Coelum Astronomia

proprio tra le cose più devastanti di cui ci dobbiamo preoccupare quando un proiettile cosmico termina la sua corsa sul nostro pianeta.

Dove si annida, allora, la pericolosità di un impatto cosmico?

Un recentissimo studio di Clemens Rumpf, Hugh Lewis e Peter Atkinson, pubblicato a fine aprile su Geophysical Research Letters, prova proprio a fare il punto su quali tra gli effetti dell’impatto di un corpo celeste siano i più devastanti per la popolazione. I tre ricercatori dell’Università di Southampton si sono presi la briga di analizzare statisticamente le possibili conseguenze dell’impatto sulla Terra di 50 mila asteroidi virtuali con dimensioni comprese tra i 15 e i 400 metri. È la prima volta che viene intrapreso uno studio di questo tipo, in grado cioè di considerare tutti gli effetti di un impatto e valutare quale tra di essi possa essere responsabile delle maggiori perdite di vite umane. Oltre alla craterizzazione, nello studio sono dunque stati valutati altri effetti quali la ricaduta dei detriti espulsi dal cratere, l’onda di calore, i fenomeni sismici, l’onda d’urto e le raffiche di vento. Non è stata ovviamente trascurata l’eventualità della caduta dell’asteroide in mare e lo studio dell’inevitabile tsunami innescato dall’evento.

La prima importante conclusione alla quale sono giunti i tre ricercatori è che, mediamente, gli impatti sulla terraferma sono di un ordine di grandezza più pericolosi di quelli che interessano mari e oceani. Una conclusione che, fino a un po'

Una breve panoramica di alcuni dei circa 7000 edifici danneggiati dall’onda d’urto. In alto a sinistra, la fabbrica in cui la pressione ha fatto crollare il tetto; in alto a destra, infissi e vetrate di una scuola completamente scardinate. A destra, vetri rotti ovunque, quantificati alla fine in circa mezzo chilometro quadrato di superficie vetrosa andata in frantumi.