Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 52

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È sostanzialmente da questi dati che si traggono le valutazioni statistiche presentate su Nature. Ripetendo in modo molto grezzo i conti, ogni anno ciascuno di noi ha una probabilità su 2 milioni di morire a seguito di un impatto, il che comporta, ipotizzando per comodità di calcolo che una persona viva 100 anni, che le probabilità che l'evento “impatto” risulti fatale per ciascuno di noi nel corso della nostra vita salgono a 1 su 20 mila. Davvero molto difficile, se non si è addentro a simili valutazioni, percepire l’effettiva portata di questi numeri. Una considerazione che ha spinto gli stessi Chapman e Morrison a corredare il loro studio con una tabella che mostra le statistiche relative a situazioni di rischio più comuni. Scoprire che la valutazione statistica del rischio di morte per arma da fuoco, incendio o incidente aereo non sia poi così distante da quella di morte a seguito di un impatto cosmico basta da sola a far riflettere. E non ci deve per nulla consolare il fatto che… tanto si tratta solamente di valutazioni statistiche.

Visto che si sta parlando di valutazione del rischio, è l’occasione buona per accennare alle conclusioni di uno studio compiuto una decina d’anni fa da alcuni ricercatori dell'Università di Southampton in merito a quali nazioni dovrebbero valutare con maggiore attenzione il rischio impatto e le sue devastanti conseguenze. Lo scopo dello studio, presentato da Nick Bailey alla Planetary Defense Conference tenutasi nel marzo 2007 a Washington, era quello di valutare le conseguenze dell'impatto sul nostro pianeta di oggetti con dimensioni inferiori al chilometro, dunque uno scenario decisamente meno drammatico di quello globale considerato da Chapman e Morrison. Per fare questo i ricercatori inglesi hanno sviluppato un apposito software – lo hanno chiamato NEOimpactor – in grado non solo di simulare gli eventi sull'intero globo, ma anche di valutare le relative conseguenze, sia in termini di perdite di vite umane sia dal punto di vista strettamente economico.

Considerando le perdite tra la popolazione, ai primi cinque posti figurano Cina, Indonesia, India, Giappone e Stati Uniti, mentre per quanto riguarda la portata economica del disastro, dovuta principalmente alla distruzione delle infrastrutture, troviamo Stati Uniti, Cina, Svezia,

Il Cratere Barringer, meglio conosciuto come Meteor Crater, è un cratere meteoritico situato in Arizona, negli Stati Uniti. Il cratere è largo circa 1200 metri, profondo 170 ed è stato generato 49 000 anni fa dall'impatto di un meteorite del diametro di circa 46 metri.