Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 50

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Coelum Astronomia

quarto della popolazione mondiale. Un valore chiaramente arbitrario, ma è un parametro che va comunque fissato per intraprendere la valutazione. Un secondo indispensabile elemento era quello di stabilire quale fosse la frequenza di una simile catastrofe planetaria, un dato che Chapman e Morrison hanno ricavato dalle analisi statistiche sul numero degli impatti registrati sul nostro pianeta e sulla loro potenziale pericolosità. Nello studio si ammette che un evento come quello ipotizzato possa verificarsi mediamente ogni 500 mila anni.

È il 30 giugno 1908 e sono da poco passate le sette di una limpida mattina d’inizio estate. Una giornata come tante altre per i pochi abitanti della remota regione della taiga siberiana in cui le placide anse del fiume Podkamennaya Tunguska attraversano fitti boschi di betulle e conifere. All’improvviso però, qualcosa rompe l’incanto. Una palla incandescente – luminosa come il Sole, diranno i testimoni – taglia in due il cielo. Non c’è quasi neppure il tempo per un’esclamazione di stupore che il bagliore diventa più accecante del Sole stesso. E poi un boato, udito fino a 1000 Km di distanza, con una spaventosa colonna di fumo che si alza verso il cielo. Alcuni testimoni raccontano di un vento talmente caldo da bruciare i vestiti, altri di essersi ritrovati semisvenuti a terra, altri ancora parlano di ripetuti rimbombi e di violente scosse di terremoto.

I sussulti della terra non vengono percepiti solamente dalle popolazioni del luogo. Le stazioni sismiche di Irkutsk, Tashkent e Tiflis rilevano quelle scosse. Anche i dati raccolti a Jena mostrano gli effetti delle onde sismiche.

E non è solo la terra a tremare. L’onda di pressione innescata da quella immane esplosione viene rilevata dai barografi persino in Gran Bretagna.

Abbiamo volutamente lasciato per ultimo l’effetto di gran lunga più impressionante: 2150 chilometri quadrati di foresta siberiana distrutti, 80 milioni di alberi sradicati e buttati a terra con una violenza inaudita e allineati a raggiera intorno all’epicentro di quella spaventosa deflagrazione.

Per saperne di più sull’Evento di Tunguska, leggi l’articolo sul sito web di Coelum Astronomia: 1908: l’Impatto di Tunguska.

L’Evento di Tunguska: gli effetti

anche perché la simulazione non fornisce solamente dati aridi e di difficile interpretazione, ma una loro chiara spiegazione. Per esempio, per la valutazione delle conseguenze dell’irraggiamento termico sul corpo umano viene indicato il grado delle ustioni provocate.

Come viene esplicitamente sottolineato in ogni schermata di output, comunque, è bene ricordare che i risultati che vengono riportati sono stime basate sulla attuale (limitata) comprensione del processo di impatto e presentano grandi incertezze.

Il fatto poi che le grandezze vengano espresse con due o tre cifre significative non è da interpretare come indice di precisione della stima. In altre parole: un semplice e utile strumento da utilizzare con una buona dose di buon senso.