Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 49

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I processi fisici associati all’attraversamento atmosferico di un oggetto cosmico, alla sua interazione con la superficie terrestre e alla propagazione dell’energia in gioco sono estremamente complicati. Le difficoltà nella loro trattazione stanno non solo nell’estrema rapidità con la quale essi avvengono, ma anche nella smisurata quantità di energia che tali processi coinvolgono, con temperature e pressioni incredibilmente elevate. Se aggiungiamo che, inevitabilmente, i vari processi che si manifestano in occasione di un impatto sono strettamente correlati tra di loro, e si influenzano a vicenda, si comprende come il loro studio sia tutt’altro che banale.

Facendo seguito al loro accurato studio – relativo a questi processi fisici, pubblicato su Meteoritics & Planetary Science nel 2005 – Gareth Collins, Jay Melosh e Robert hanno trasformato la valutazione delle conseguenze di un impatto in uno strumento semplice da gestire e accessibile a chiunque. Puntando infatti il browser all’indirizzo web http://impact.ese.ic.ac.uk/ImpactEffects/ chiunque può consultare e utilizzare il loro Earth Impact Effects Program e calcolare quali possano essere le conseguenze di un impatto cosmico.

Praticamente possiamo simulare la caduta di un asteroide (o di una cometa) indicandone dimensioni, densità e velocità e valutare a differenti distanze dal punto di impatto quali possono essere le conseguenze fisiche dell’evento. Oltre alle valutazioni della craterizzazione e della ricaduta dei detriti (o quelle dell’altezza di frantumazione del proiettile, se l’atmosfera fa il suo dovere di scudo protettivo) è possibile dunque ottenere a quanto ammonti il flusso di radiazione termica, l’entità dell’onda di sovrappressione, la velocità del vento d’impatto e gli effetti sismici. Vengono inoltre indicati i tempi di propagazione dei vari effetti e, per ciascun evento simulato, una valutazione della sua frequenza. In caso di impatti marini, poi, il programma non manca di segnalare l’ampiezza dell’onda di tsunami innescata e i tempi di arrivo.

Earth Impact Effect Program si dimostra insomma uno strumento incredibilmente utile e istruttivo, anche perché la simulazione non fornisce solamente dati aridi e di difficile interpretazione, ma una loro chiara spiegazione. Per esempio, per la valutazione delle conseguenze dell’irraggiamento termico sul corpo umano viene indicato il grado delle ustioni provocate.

Come viene esplicitamente sottolineato in ogni schermata di output, comunque, è bene ricordare che i risultati che vengono riportati sono stime basate sulla attuale (limitata) comprensione del processo di impatto e presentano grandi incertezze.

Il fatto poi che le grandezze vengano espresse con due o tre cifre significative non è da interpretare come indice di precisione della stima. In altre parole: un semplice e utile strumento da utilizzare con una buona dose di buon senso.

Un impatto su misura

Ecco la tabella presentata da Chapman e Morrison nello studio pubblicato su Nature ricordando che, ovviamente, i dati si riferiscono alle statistiche U.S.A. consultate dai due ricercatori nel 1994.

Non c'è che dire: fa davvero uno strano effetto leggere come la morte per incidente aereo, inondazione o tornado sia da considerare meno probabile del decesso in seguito a un impatto cosmico!

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