Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 45

Qualche informazione su 433 Eros

Eros è stato il primo dei cosiddetti Near Earth Asteroids (NEA) ad essere scoperto. Era il 13 agosto del 1898 quando Gustav Witt, direttore dell’Osservatorio Urania di Berlino, lo localizzò in una lastra fotografica. Il merito della scoperta va comunque condiviso con Auguste Charlois, dell’Osservatorio di Nizza, che lo osservò indipendentemente senza averne ancora avuta notizia.

433 Eros è anche il primo asteroide intorno al quale ha orbitato e sul quale si è posata una sonda spaziale: la sonda NASA NEAR Shoemaker (acronimo per Near Earth Asteroid Rendezvous) infatti, dopo essere entrata in orbita il 14 febbraio 2000, è atterrata il 12 febbraio 2001 sulla superficie dell'asteroide, dove ha condotto analisi chimiche del suolo.

Tra i NEA è il secondo per dimensioni, superato solo da 1036 Ganymed. Di forma molto allungata e irregolare che ricorda un'enorme banana se osservato dalla direzione dei poli, o di una nocciolina, a causa del restringimento nella zona centrale, indicato come "sella", può essere descritto approssimativamente come un ellissoide di dimensioni di 34,4 × 11,2 × 11,2 km. Sicuramente è stato il NEA più osservato attraverso svariate tecniche terrestri. La fotometria ha permesso di stabilirne il periodo di rotazione attorno al proprio asse con grande accuratezza (5,27 ore), nonché di avere una buona stima della direzione dell’asse polare e della forma generale.

433 Eros orbita a una distanza media dal Sole di 217,5 milioni di km, pari a circa 1,5 UA e completa una rivoluzione intorno alla stella in 643,246 giorni, pari a 1,76 anni. Eros è un oggetto mediamente poco luminoso, che si mantiene su magnitudini comprese tra la dodicesima e la quindicesima. Durante i periodici avvicinamenti alla Terra (una decina per secolo), all'opposizione può raggiungere magnitudini comprese tra l'ottava e la nona.

Quella presente qui sotto è probabilmente la più spettacolare immagine di Eros rilasciata, frutto di un mosaico di 6 singoli frame ripresi da un’altezza di 200 km il 29 febbraio 2000. La vista si estende verso il “polo nord” dell’asteroide, situato poco più in basso del grande cratere (5,3 km) al centro della famosa “saddle” (sella).

Crediti: NASA/JPL/JHUAPL.

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