Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 38

spiega Andrew Ingersoll, membro del team di imaging presso il Caltech. «Abbiamo in programma di utilizzare un approccio differente per il tuffo del 28 giugno, quando si presenterà un’occasione simile. Riteniamo di poter ottenere immagini ancora migliori».

Il secondo tuffo, del 2 maggio, è avvenuto in una zona molto vicina a quella del primo passaggio e Cassini è stata libera di osservare attentamente gli anelli, poco prima di attraversare il loro piano.

Come in tutti i passaggi, Cassini ha osservato uno stretto silenzio radio durante l’incontro con il piano degli anelli, permettendo l’invio delle preziose informazioni solo il giorno successivo quando, finita la raccolta

da dati, ha riorientato correttamente l’antenna verso la Terra.

Durante la terza orbita, la sonda ha effettuato misure gravitazionali per sondare l’interno del pianeta con il Radio Science Subsystem (RSS), che verrà usato anche per studiare il sistema di anelli, osservando come il segnale radio, fatto passare

attraverso gli anelli, viene distorto durante le trasmissioni verso Terra. La camera a luce visibile(Imaging Science Subsystem - ISS) si è poi rivolta verso le nubi di Titano (vedi box di approfondimento), mentre lo spettrometro a infrarosso (CIRS) ne ha studiato la temperatura globale e i venti che soffiano sulla sua superficie.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Kevin M. Gill.

Le nubi di Titano

Nonostante siano le manovre del finale di missione a catalizzare l’attenzione di studiosi e media, la Cassini non ha smesso di monitorare la luna Titano. Pur non essendo più target principale di quest’ultima fase della missione, la sonda continua a tener d’occhio i cambiamenti della sua atmosfera… Le immagini qui mostrate sono state ottenute il giorno dopo l’attraversamento del piano degli anelli del 6 maggio, quando si trovava a circa 500 mila chilometri dalla superficie della luna.

Le regioni oscure sono i ben noti laghi e mari di idrocarburi di Titano, ma saltano subito all’occhio le luminose nuvole di metano della sua alta atmosfera.

Con queste immagini, infatti, Cassini ci anticipa l’aumento dell’attività delle nuvole estive che appaiono alle alte latitudini settentrionali. Un’attività però particolarmente intensa, a solo un paio di settimane di distanza dal solstizio estivo, che si mostra come un’intrigante esplosione di formazioni nuvolose.

Si tratta infatti di alcune tra le più luminose ed estese nubi mai osservate da Cassini, su Titano, da quando sono riapparse a inizio del 2016.

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