Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 37

dal grande vortice al centro della struttura esagonale (leggi l’approfondimento su Coelum Astronomia 201) che si trova al polo nord, per arrivare ben oltre i bordi di questa intrigante formazione vorticosa.

«Sono rimasto colpito nel vedere dei bordi così netti lungo il confine esterno dell’esagono e del vortice», racconta Kunio Sayanagi, membro del team di imaging di Cassini presso la

Hampton University, che ha contribuito alla realizzazione del video. «Ci dev’essere qualcosa che impedisce alle formazioni alle diverse latitudini di mischiarsi, per avere dei bordi tanto precisi».

Verso la fine del video il punto di osservazione della camera ruota perché la sonda cambia orientamento, per puntare la sua antenna verso la direzione in cui si sta muovendo (per usarla come

scudo appunto).

Durante la raccolta delle immagini la sonda Cassini è scesa da una quota di circa 72 000 km a una distanza inferiore ai 7 000 km dalle nubi di Saturno. Questo si traduce in una risoluzione che passa da circa 8,7 km per pixel, nelle prime immagini, a 800 metri per pixel negli scatti finali.

«Le immagini raccolte durante il primo passaggio sono meravigliose, ma c’è da considerare che siamo stati prudenti con le impostazioni della camera»,

Saturno ripreso dalla sonda Cassini il 29 aprile, dopo il primo tuffo del suo Grand Finale, e elaborato a colori da Kevin M. Gill, sommando le immagini raw, grezze, riprese nei filtri far-red/near-infrared (CB2, MT2). Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Kevin M. Gill.

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