Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 35

Sopra. Le immagini grezze più ravvicinate di sempre del polo nord di Saturno, con l’uragano al centro del famoso esagono (in realtà non si tratta proprio di un uragano, ma di una tempesta dalla forma simile ai nostri uragani) e le tante piccole tempeste che ne costellano l’atmosfera. Riprese del 26 aprile 2017.

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute.

Un ambiente molto polveroso avrebbe infatti richiesto, per proteggere la delicata strumentazione di bordo, ulteriori manovre per orientare il disco dell’antenna principale da usare come scudo, con un inevitabile impatto negativo sulle capacità di effettuare le osservazioni. Per precauzione, non conoscendo con esattezza la situazione, nel primo tuffo del 26 aprile la sonda è stata orientata proprio in questo modo e la stessa cosa sarà fatta anche in quattro dei tuffi mancanti, quelli in cui la Cassini passerà attraverso le frange più interne degli anelli di Saturno.

Fortunatamente però, per il momento, dall’esperienza acquisita nel primo tuffo, non sembrerebbe più necessario adottare una strategia difensiva per ogni tuffo: grazie infatti alle osservazioni e ai dati raccolti, in quella fascia larga circa 2000 chilometri tra il pianeta e gli anelli, non risulterebbe la presenza di grandi particelle che possano costituire un pericolo per la sonda.

A darne conferma è proprio uno dei due strumenti che in questo assetto “difensivo” non sono stati

Sopra. Un video del “Grand Finale” della missione Cassini. Crediti: NASA/JPL-Caltech.

www.coelum.com

35