Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 33

Si è parlato molto ultimamente della fase finale della missione della sonda Cassini – impegnata nell’esplorazione del sistema di Saturno dall’ormai lontano 2004 – che prevede alcune audaci e spericolate manovre che mai si erano nemmeno pensate prima d’ora. Il finale della missione, previsto per il settembre di quest’anno, vedrà la sonda lanciarsi in un mortale tuffo entro l’atmosfera del gigante con gli anelli. In questa fase finale la sonda sta effettuando dei passaggi ravvicinati al pianeta, 22 in tutto, compiuti entro il bordo interno del sistema di anelli che pertanto potranno essere studiati nel dettaglio, come mai è

stato possibile in passato. La Cassini si

avvicinerà al pianeta al punto

da osservare a

risoluzioni

mai viste anche le formazioni gassose dell’atmosfera di Saturno, donandoci dei panorami unici e suggestivi.

Dopo il primo tuffo, che ha raggiunto il minimo avvicinamento al pianeta il 26 aprile scorso, al ritmo di una nuova orbita a settimana, la sonda ha incrociato nuovamente il piano degli anelli sfiorando l’atmosfera del pianeta il 2, il 9 e il 15 maggio, ed è ormai possibile fare un primo bilancio dell’inizio di questo gran finale di missione.

Per lungo tempo gli ingegneri di volo sono stati in forte apprensione per i rischi che il volo in una zona ricca di polveri e particelle poteva comportare. Ovviamente si trattava di un grande punto interrogativo e la possibilità di danneggiare

irreparabilmente la sonda appariva

altissima. Ma dopo il primo tuffo tale

apprensione è svanita

trasformandosi, per gli

studiosi e gli scienziati

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