Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 31

Il programma SLS/Orion della NASA sta attraversando un momento critico. Alcuni giorni fa l'agenzia spaziale ha annunciato un ritardo di un anno nel primo lancio SLS, l'EM-1 (Exploration Mission 1), portandolo dalla fine del 2018 alla fine del 2019. Contemporaneamente la NASA ha considerato la possibilità di seguire l'ordine di Trump che richiedeva che questa prima missione fosse abitata. Ricordiamo che la prima missione con astronauti del programma, la EM-2 non era prevista fino a una data compresa tra il 2021 e il 2023. Tuttavia, anche se non ancora in maniera ufficiale, è trapelato che, contro ogni previsione, la

NASA ha deciso che la prima missione SLS/Orion sarebbe stata con astronauti a bordo.

Nessuno si aspettava questa decisione poiché le norme di sicurezza richiedono che la NASA testi un sistema di lancio con equipaggio con almeno una missione senza astronauti. Specifica la cui validità è rafforzata dal fatto che lo Space Shuttle ha eseguito il suo primo volo con equipaggio a bordo (STS-1 Columbia lanciata il 12 aprile 1981) ma proprio questa missione stava per finire in un disastro a causa di diversi problemi non previsti. Inoltre, il numero di modifiche che andrebbero fatte su SLS e su Orion per rendere abitato questo primo volo sarebbe

enorme. Nonostante ciò, la NASA sembrava che avesse scelto la via più rischiosa, un possibile segno di tensione per via dei continui ritardi.

Fortunatamente il 13 maggio la NASA ha annunciato che la missione MS-1 non sarà abitata. Le ragioni sono ovviamente quelle che abbiamo ipotizzato: una questione di sicurezza ma anche il costo eccessivo di una tale modifica.

A sinistra. I lettori ricorderanno come nei primi mesi del 2011 la stampa di tutto il mondo abbia indicato in Betelgeuse, la notissima stella alfa della costellazione di Orione, una stella in procinto di diventare, “forse anche entro la fatidica data del 2012”, “una supernova che brillerà come un secondo Sole acceso nel cielo”.

Si è trattato ovviamente di una forzatura mediatica senza alcun fondamento: per nessuna stella, infatti, è possibile fare una predizione temporale così precisa in merito alla sua traumatica evoluzione finale, né – a causa della sua notevole distanza – Betelgeuse potrà mai splendere nel cielo come “un secondo Sole”… Se davvero sarà Betelgeuse a esplodere per prima nei pressi del nostro sistema solare, allora brillerà nel nostro cielo con una magnitudine paragonabile a quella della Luna piena: sicuramente avremo l'occasione di assistere

per settimane a un evento davvero epocale.

L’immagine propone una visione artistica di come potrebbe apparire Betelgeuse dopo essere esplosa in supernova.

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Cosa può riservarci l’esplosione di una supernova nelle vicinanze del Sole? Ha senso – e in che termini – parlare di prevedibilità di un simile evento? Quali sono le stelle destinate a interrompere il digiuno da “supernova galattica visibile a occhio nudo” che dura ormai da oltre quattro secoli?

Queste e altre domande ci hanno guidato in questa indagine sulle stelle molto prossime a una fatale crisi di nervi, pronte a illuminare il cielo un’ultima volta con quel drammatico spettacolo pirotecnico che è l’esplosione di una supernova.

Attingendo dagli archivi della rivista, abbiamo pensato di proporre la classifica delle stelle della Via Lattea che potrebbero ambire al ruolo di prossima supernova galattica. Una curiosa graduatoria che abbiamo proposto qualche anno fa ma che rimane tuttora valida.

SLS Missione MS-1

Sotto. Rappresentazione artistica del lancio dello SLS (Space Launch System). Crediti: NASA.