Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 18

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Coelum Astronomia

Una spettacolare VISTA della Piccola Nube di Magellano

La Piccola Nube di Magellano (SMC) è una galassia nana, di taglia più piccola della compagna, la Grande Nube di Magellano (LMC), che assieme sono due tra le galassie più vicine alla Via Lattea (la SMC si trova a circa 200 000 anni luce, un dodicesimo della distanza della più famosa Galassia di Andromeda).

La relativa vicinanza alla Terra le rende le candidate ideali per lo studio delle dinamiche di formazione ed evoluzione delle stelle, tuttavia, uno degli ostacoli maggiori per ottenere osservazioni chiare è costituito dalla polvere interstellare. Enormi nubi composte da minuscoli granelli diffondono e assorbono parte della radiazione emessa dalle stelle – specialmente la luce visibile – limitando ciò che si può vedere da terra con i telescopi. Questo processo è noto come estinzione dovuta alla polvere.

La SMC è piena di polvere e la luce visibile emessa dalle sue stelle soffre di notevole estinzione. Fortunamente, la radiazione infrarossa attraversa la polvere interstellare più facilmente della luce visibile, permettendo di studiare le nuove stelle in formazione all’interno delle nubi di polvere e gas.

La Survey VMC del telescopio VISTA, progettato proprio per l'osservazione nell'infrarosso, compiuta sulle Nubi di Magellano ha lo scopo di produrre una mappa della storia di formazione stellare delle due Nubi e mappare la loro struttura tridimensionale. Milioni di stelle della SMC sono già state fotografate nella banda infrarossa fornendoci una veduta senza confronti, quasi inalterata dall’influenza della polvere. L’inquadratura di questa enorme immagine da 1,6 gigapixel (43 223 x 38 236 pixels!) è ricchissima di stelle appartenenti alla Piccola Nube di Magellano ma contiene anche migliaia di galassie di sfondo e molti ammassi stellari brillanti, tra cui 47 Tucanae.

La quantità di nuove informazioni contenute in questa immagine è stata analizzata da un gruppo internazionale di astronomi, sotto la guida di Stefano Rubele dell’Università di Padova, utilizzando modelli stellari d’avanguardia per produrre risultati sorprendenti.

La survey ha già svelato che la maggior parte delle stelle all’interno della SMC si sono formate molto più recentemente di quelle delle più grandi galassie vicine. Questo primo risultato è appena un assaggio delle scoperte che verranno, a mano a mano che la survey continuerà a colmare i vuoti della nostra mappa delle Nubi di Magellano.

di Redazione Coelum Astronomia