Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 17

Un team di astronomi ha sfruttato una rara occultazione di Io da parte di Europa, due satelliti del pianeta Giove per osservare con LBT (Large Binocular Telescope), in Arizona, un gigantesco lago di lava presente su Io, riuscendo perfino a identificare le sorgenti e i percorsi di due diverse onde di magma che formano e rinnovano la sua superficie.

I ricercatori hanno sfruttato l’occultazione, avvenuta l’8 marzo del 2015, osservandola nella banda dell’infrarosso “termico”: a quelle lunghezze d’onda Io risulta molto più brillante di Europa, che appare come un disco scuro in transito davanti ad esso. Questo perché Europa è molto più fredda essendo coperta da una spessa coltre di ghiacci. Questo contrasto nella radiazione emessa dai due corpi celesti ha consentito di identificare con precisione il segnale emesso dal magma incandescente presente sulla superficie di Io, molto intenso in quella banda di radiazione.

Questa fortunata combinazione ha imposto al team una programmazione delle osservazioni al

limite delle capacità tecniche del telescopio: nel passaggio di Europa davanti ad Io, il vulcano Loki Patera scelto per lo studio sarebbe stato interessato dall’occultazione in un arco di tempo di appena 10 secondi. Per ottenere una mappa accurata della zona, LBT ha raccolto una raffica di immagini di Io ad intervalli di meno di 15 centesimi di secondo tra l’una e l’altra.

L’osservazione ha permesso agli scienziati di scoprire che temperatura del materiale che ricopre il Loki Patera aumenta progressivamente tra un estremo

e l’altro della regione, suggerendo così che si siano verificate numerose eruzioni che hanno rinnovato e stratificato la crosta della caldera.

Questi poderosi moti avrebbero innescato delle vere e proprie onde che si sono propagate con una velocità di circa uno e due chilometri al giorno.

«Loki Patera è un lago di lava immenso: in questa regione, porzioni di crosta fredda sprofondano, portando alla luce magma incandescente che è assai luminoso nell’infrarosso» ha detto Katherine de Kleer, ricercatrice dell’Università della California a Berkeley (USA), prima autrice dello studio pubblicato su Nature. De Kleer e il suo team hanno potuto dedurre anche la presenza di due sorgenti eruttive che, seppur vicine, hanno composizione delle lave differenti.

Nell’inferno di Loki Patera

di Marco Galliani - Media INAF

Sotto. Serie di immagini di Lbt nella banda dell’infrarosso termico che mostrano il passaggio di Europa, luna di Giove, davanti a Io, un’altro tra i maggiori satelliti naturali del pianeta. Il vulcano Loki Patera è la macchia brillante nella zona superiore del disco. Europa appare scura perché il ghiaccio d’acqua che ricopre la sua superficie assorbe gran parte della luce solare in quella banda di radiazione. Crediti: Large Binocular Telescope Observatory.

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