Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 165

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A destra. M63 in una immagine di archivio, senza supernova, realizzata da Marco Burali con Takahashi RC 300 f7.8 + CCD FLI 1001E per Luminanza tempi di posa 420 minuti e per H-alfa 6nm 300 minuti, per il colore Takahashi TOA 150 f 5.8 + CCD G2 4000 filtri RGB 100+100+100 minuti.

A sinistra. Una ripresa in negativo (per rendere più visibili i singoli oggetti rispetto alla visione di insieme della galassia, cliccare per ingrandire) della SN2017dfc realizzata da Paolo Campaner con un riflettore 400mm F/5,5 Tempo di posa somma 39x75sec.

transiente, è una supernova di tipo Ia, ma non è esplosa fra i bracci di M 63 bensì in una galassia più lontana, situata prospetticamente dietro M 63 che con i suoi bracci attenua ancor di più la luce di questa singolare supernova.

Abbiamo rivolto agli astronomi dell’Osservatorio di Asiago alcune domande su questa scoperta e in particolare per la rivelazione indiretta della presenza della seconda galassia posta dietro M 63. Questa in effetti non era conosciuta e solo grazie all’esplosione di questa supernova è stato possibile scoprirne l’esistenza, anche se non è ancora nota la struttura morfologica. Grazie comunque allo spettro ripreso dagli astronomi americani è stato possibile calcolarne la distanza: la galassia dietro M 63 si trova molto lontano, ad oltre 850 milioni di anni luce da noi e solo una supernova di Tipo Ia (le più luminose) avrebbe permesso di ottenere questa scoperta.

Purtroppo, per M 63 si tratta perciò di un falso allarme e dovremo attendere ancora per vedere quando esploderà la prima supernova in una galassia Messier in questo 2017.

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