Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 16

Curiosity tra le

dune nere di Bagnold

di Ilaria Marciano - ASI

Dall’inizio di febbraio agli inizi di aprile, il rover NASA Curiosity ha preso in esame quattro aree vicine a una duna lineare. I nuovi dati raccolti verranno ora confrontati con il lavoro svolto in precedenza – tra fine 2015 e inizio 2016 – durante le osservazioni di alcune formazioni sabbiose a forma di mezzaluna.

Le due fasi della campagna di osservazione di Curiosity rappresentano il primo studio ravvicinato di dune attive su un pianeta alieno e hanno come obiettivo quello di riuscire a comprendere le diverse azioni modellanti esercitate dal vento sulle formazioni sabbiose.

Le dune lineari si trovano in salita e a sud delle dune a mezzaluna, a una distanza di circa 1,6 chilometri. Entrambe le aree di studio fanno parte della zona Bagnold Dune, che si estende lungo il fianco nordovest del Monte Sharp.

«C’è una differenza fondamentale tra la prima e la seconda fase della nostra campagna di osservazione, oltre alla diversa forma delle dune» spiega un membro del team di scienziati. «Le dune a mezzaluna sono state osservate durante la stagione in cui i venti sono più deboli mentre le dune lineari nel periodo dell’anno più ventoso. Abbiamo avuto modo di vedere come vengono smistati i granelli e osservare le increspature sulle dune di sabbia attive».

Per analizzare la forza e la direzione del vento, il team utilizza coppie di immagini catturate in tempi diversi dal rover per verificare il movimento dei granelli di sabbia.

In alto. La vista dalla Mast Camera (Mastcam) mostra dune di due dimensioni diverse, oltre ad altre formazioni, nel campo di dune Bagnold, ai piedi del Monte Sharp, studiate in marzo e aprile di quest'anno. Possiamo vedere le lunghe creste delle dune di sabbia nera (lunghe pochi metri) che non hanno un equivalente nelle dune terrestri. Sovrapposte a queste si vedono infatti delle più piccole increspature parallele, a gruppi di una decina ciascuno (all'incirca). L'immagine è un particolare della ripresa a 360° gradi in apertura. I colori, e il punto di bianco, sono stati bilanciati per vederli come se fossimo in condizioni di luce diurna terrestre. Credits: NASA/JPL-Caltech/MSSS.

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