Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 147

superficiale maggiore di quella riscontrata all'equatore, fenomeno che si riflette sulla temperatura effettiva fotosferica. Ciò induce maggiore temperatura e luminosità ai poli rispetto all'equatore: qui, infatti, la temperatura è appena inferiore ad 8000 K mentre al polo, che punta proprio in direzione del Sistema Solare, sale a 10 100 K. Tale fenomeno indotto dalla gravità (noto come oscuramento gravitazionale) venne rilevato per la priva volta su Regulus (α Leo).

Una stella variabile?

Negli anni '30 del secolo scorso venne rilevata una variabilità di bassa ampiezza nella luminosità apparente di Vega, pari a 0,03 magnitudini; tale valore era comunque vicino ai limiti per quel tempo, cosa che portò a mettere in dubbio la variabilità della stella. Osservazioni successive, nel 1981, confermarono tale lieve variabilità che, per le caratteristiche fisiche di Vega sembravano essere corrispondenti a quelle delle variabili pulsanti del tipo δ Sct. Misure di controllo non rilevarono alcunché, portando quindi a ritenere che la variabilità riscontrata fosse in realtà dovuta ad errori sistematici nelle precedenti misurazioni, mentre più recentemente altri autori hanno nuovamente rilevato variabilità. Per l'incertezza, ancora esistente, Vega è quindi catalogata come sospetta variabile.

I Segreti di Vega

Pur sembrando una stella del tutto ordinaria, Vega nasconde alcuni segreti. Molte stelle di tipo A sono peculiari, definite tali a causa delle abbondanze chimiche di alcuni elementi che risultano elevate così come di altri che, invece, risultano in difetto. E Vega è, a tutti gli effetti, una stella a basso contenuto di metalli, con solo il 25% di quello presente nel Sole: un valore decisamente piccolo per una stella situata nel vicinato galattico locale e, anzi, simile a quella delle vecchie stelle di alone, cui chiaramente Vega non appartiene essendo di popolazione I. A

Una rappresentazione artistica del disco di polveri che avvolge Vega, scoperto nel 1983 dal satellite IRAS. Crediti: NASA/JPL-Caltech/T. Pyle.

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