Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 142

Siamo ora giunti alle due stelle più meridionali del parallelepipedo della Lira. Partiamo da quella orientale, γ Lyr, nota col nome proprio di Sulafat, termine di chiara origine araba che significa “tartaruga”, probabilmente riferito al carapace che veniva usato in antichità come cassa acustica per gli strumenti musicali come la lira. Splendendo di magnitudine +3,25 dalla distanza di 618 anni luce, è facile intuire che si tratta di un astro dalla luminosità assai elevata, per l'esattezza una gigante bianco-azzurra di tipo spettrale B9III (10 000 K), proprietà che le conferisce la delicata tinta ben visibile già al binocolo. Il diametro angolare di γ Lyr, rilevato con gli interferometri, è pari a 0,74 ± 0,10 millesimi di secondo d'arco, valore che relazionato alla sua distanza fornisce un raggio pari a 15 volte quello solare. Nel 1909 l'astronomo canadese Samuel Alfred Mitchell identificò nelle righe del suo spettro alcune peculiarità che lo portarono a ritenere che vi fosse una compagna, per la quale dedusse anche il periodo orbitale, pari a 25,6 giorni. Anche se lo sdoppiamento effettivo delle righe non venne osservato, l'opinione che questa fosse una binaria spettroscopica venne considerata valida fino al 2001, quando la larghezza delle righe venne interpretata come effetto dovuto alla elevata velocità di rotazione di questa stella che è in

Coelum Astronomia

142

A destra. STT 525 una bella stella doppia: si nota la colorazione azzurrina della componente principale. RA 18h 54m 48,3s Dec +33° 51' 6,4".

Crediti: DSS2.

magnitudine +8,1 e +9,3 sono separate da 24,2" d'arco, immerse in un campo ricchissimo di stelle deboli.

Sulafat, Gamma Lyrae

Sopra. L’immagine mostra nel dettaglio la costellazione della Lira con le sue stelle principali. Si nota in alto la lucida Vega. Crediti: Scott Roy Atwood.