Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 119

Il Telescopio spaziale Spitzer nell’infrarosso ci mostra un’immagine color giallo dovuta al bagliore delle particelle di polvere, che assorbono la luce ultravioletta e visibile. Luce visibile che, grazie al Telescopio spaziale Hubble (in verde) offre una

visione molto nitida delle calde strutture filamentose che permeano questa nebulosa.

Infine l’immagine ultravioletta in colore azzurro del XMM-Newton e l’immagine a raggi X in color violaceo del Chandra X-ray Observatory, mostrano l’effetto di una nube di elettroni ad alta energia diffusa dalla rapida rotazione della stella di neutroni al centro della nebulosa.

Le nuove osservazioni di VLA, Hubble e Chandra sono state fatte quasi contemporaneamente nel novembre del 2012. Un team di scienziati guidati da Gloria Dubner dell’Istituto di Astronomia e Fisica (IAFE), il Consiglio Nazionale di Ricerca

Scientifica (CONICET) e l’Università di Buenos

Aires in Argentina, hanno poi fatto un’analisi dei

nuovi dettagli ottenuti per approfondire le

conoscenze della complessa fisica dell’oggetto. I risultati saranno pubblicati nel Journal Astrophysical.

In conclusione, dalle parole di Gloria Dubner: «Confrontando queste nuove immagini, fatte a diverse lunghezze d’onda, possiamo ottenere una ricchezza

incredibile di nuovi dettagli sulla Nebulosa Granchio, che nonostante sia stata studiata a fondo per molti anni, ha ancora molto da insegnarci».

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