Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 117

Come novelli chef con la più classica delle ricette, i team di cinque diversi Osservatori, in cinque diverse bande di lunghezze d’onda, hanno scomposto, analizzato e poi ricomposto in un’immagine ricca di dettagli, la più famosa nebulosa del nostro cielo: la Nebulosa Granchio, resto della storica supernova esplosa nel 1054 d.C.

La Nebulosa Granchio… destrutturata

di Paola De Gobbi - Redazione Coelum Asrtronomia

A sinistra. ...e dopo averla destrutturata l'hanno ricomposta in questa meravigliosa immagine ricchissima di dettagli della Crab Nebula, la Nebulosa Granchio (per le immagini ad alta risoluzione vedi http://hubblesite.org/images/news/release/2017-21 ). I dati per ottenere questa immagine vengono da cinque diversi telescopi, che osservano il cielo coprendo quasi l'intera ampiezza dello spettro elettromagnetico: dalle onde radio del Karl G. Jansky Very Large Array, all'infrarosso dello Spitzer Space Telescope, dalla luce visibile di Hubble, all'ultravioletto del XMM-Newton Observatory, ai raggi X di Chandra. Crediti: NASA, ESA, NRAO/AUI/NSF and G. Dubner (University of Buenos Aires).

Come novelli chef con la più classica delle ricette, i team di cinque diversi Osservatori, che con le loro lunghezze d’onda osservate ricoprono la quasi totalità dello spettro elettromagnetico, hanno destrutturato in tutti i suoi aspetti uno dei più famosi resti di supernova del nostro cielo: la Nebulosa Granchio. Successivamente hanno poi ricomposto i singoli elementi per dare vita a una nuova splendida immagine ricchissima di dettagli.

Nell’estate del 1054 d.C., gli astronomi cinesi hanno avuto il privilegio di osservare una nuova “stella”, che è apparsa nel cielo sei volte più luminosa di Venere. Così brillante, si potè vedere

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