Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 98

L’idea di costruire un grosso telescopio mi è sempre frullata per la testa, almeno fin da quando venni folgorato dalla passione per l’astronomia in occasione del passaggio nei nostri cieli della cometa di Halley alla fine del 1985. I miei genitori accondiscesero alle mie richieste, regalandomi il mio primo telescopio: un Mizar giapponese motorizzato rosso fiammante da 100 mm di diametro e 600 mm di focale. Ma la passione fu tale che subito dopo lavorai con successo uno specchio parabolico da 200 mm di diametro per poi progettare e costruire, nel 1989, un grande specchio parabolico di 300 mm di diametro.

Grande per quei tempi, ovviamente: erano gli anni in cui su Sky&Telescope facevano bella mostra i giganti e intrasportabili telescopi Dobsoniani della ditta Coulter, da 17,5 pollici (445 mm) di diametro al “ridicolo” prezzo di 995 dollari. In Italia il telescopio che ogni astrofilo sognava era il Meade 2080, da 200 mm di diametro e 2 metri di focale, con montatura equatoriale a forcella, mentre il C14 da 356 mm millimetri era assolutamente inarrivabile. I pochissimi Osservatori delle associazioni astrofile disponevano al massimo di strumenti da 400 mm di diametro.

Ecco quindi che un 300 mm sarebbe stato uno strumento di punta per qualsiasi astrofilo. E magari la sorpresa di vederlo montato in una struttura a traliccio, smontabile e trasportabile facilmente in alta quota, sarebbe stata quasi una primizia per noi astrofili Italiani sempre in ritardo di un decennio rispetto agli astrofili di oltreoceano. La decisione di costruire il Dobson da 300 mm si concretizzò anche per il mio personale interesse per le osservazioni ad alta risoluzione di stelle doppie e pianeti e la difficoltà di reperire uno strumento commerciale di quel diametro e otticamente ben corretto.

Nel 1991 fu pronto il Dobson a traliccio da 300 mm di diametro e 1800 mm di focale. Il banco

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Il più grande telescopio italiano trasportabile:

Come ho costruito un Dobson da 1 metro di diametro

di Fabio Marioni

Prima parte - L'idea, ovvero una vita da autocostruttore