Coelum Astronomia 212 - 2017 - Page 184

Titolo: Gravity's Kiss: The Detection of Gravitational Waves

Autore: Harry Collins

Copertina rigida: 416 pagine

Editore: The MIT Press (January 27, 2017)

Collana: MIT Press

Lingua: Inglese

ISBN-10: 0262036185

ISBN-13: 978-0262036184

"Il blues dei buchi neri

Storia della scoperta delle onde gravitazionali"

LIBRI IN USCITA

di Janna Levin

Mondadori, 2016

traduzione a cura di T. Cannillo

Formato: copertina rigida, 226 pp.; Kindle, 964 KB

Prezzo: € 17,00 (e-book € 9,99)

estratto del libro

Da quando nel 1916 Einstein predisse l'esistenza delle onde gravitazionali, minuscole increspature nello spazio-tempo generate da eventi insondabili, la scienza si è preoccupata di indagare se tali vibrazioni possano essere registrate. Perché, in questo caso, potremmo osservare il nostro universo attraverso il suono: il "sibilo" del Big Bang, il "canto" simile a quello delle balene delle supernovae che esplodono, le "vibrazioni" prodotte dalla collisione di due buchi neri. Il 14 settembre 2015 la previsione di Einstein ha ricevuto una clamorosa conferma: per la prima volta due interferometri del progetto statunitense LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave

Observatory) hanno rivelato gli effetti di una potentissima collisione di due buchi neri avvenuta 1,3 miliardi di anni fa, e che è stata percepita sulla Terra come un lieve "tremore". Ma forte abbastanza da provocare un vero e proprio terremoto nel campo dell’astrofisica. Janna Levin racconta con divertita leggerezza e un linguaggio accessibile l'affascinante storia di un secolo di ricerca, di ipotesi teoriche e di esperimenti scientifici, ma anche di creatività, tic, aspirazioni e ossessioni, raccolta dalla viva voce di Rai Weiss, Kip Thorne e Ron Drever, i tre scienziati che hanno dato vita al progetto LIGO.

Recensione di Gianluigi Marsibilio (Tra Scienza e Coscienza)

pochi giorni ed era ancora in fase di collaudo. Il segnale, che sembrava rilevare gli ultimi 0,2 secondi della fusione catastrofica di due buchi neri, appariva come “misteriosamente fortuito”. Il 25 settembre il cosmologo Lawrence Krauss, che non faceva parte della collaborazione, twittava: «Gira la notizia di un rilevamento di onde gravitazionali a LIGO. Se è vero, è incredibile. Pubblicheremo i dettagli se il segnale sopravvive».

In breve tempo tutti i media e l'opinione pubblica si sono chiesti se la voce che stava girando fosse vera. Erano affidabili le fonti di Krauss? Cosa poteva significare davvero l’“aver scoperto le onde gravitazionali”? La vera domanda però era: i ricercatori sapevano se i dati erano reali? «Al momento del messaggio di Krauss, la risposta a questa domanda non era scontata», ci rivela Collins. Ora lo sappiamo: LIGO ha davvero aperto una nuova finestra sul cosmo. Circa il futuro prossimo, il rilevamento di fusioni di buchi neri dovrebbe diventare di routine, e una serie di altri fenomeni potrebbero apparire attraverso le"increspature” della gravità.

Ma, a ben guardare, non si tratta solo di un resoconto dei fatti: l'autore nel suo scritto precisa anche che «abbiamo un disperato bisogno di scienza per salvare la democrazia dall’avidità... abbiamo bisogno che più persone si occupino di astronomia delle onde gravitazionali». Il messaggio che vuole evidenziare è che la scienza vera nella sua essenza è collaborativa, molto particolare e a volte segreta, ma è ancora una delle poche realtà “integre”. La scienza deve servire come modello di onestà e integrità per l’intera società.

Harry Collins è “Distinguished Research Professor” di sociologia e direttore del “Centre for the Study of Knowledge, Expertise, and Science” presso l'Università di Cardiff. E' autore di vari libri, tra cui “Changing Order”, “Gravity's Shadow”, “Gravity's Ghost”, “Big Dog”, e coautore di “Bad Call: Technology's Attack on Referees and Umpires and How to Fix It”.

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